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sabato 7 ottobre 2017


Il capogruppo di Forza Italia in Regione, Raffaele Nevi, affiancato dal consigliere comunale ternano Stefano Fatale e da Raffaello Federighi componente del coordinamento Provinciale e Regionale, questa mattina in conferenza stampa ha tracciato un'analisi sulla situazione della Thyssen Krupp Ast dall'accordo del 2014 ad oggi.

I tedeschi continuano a dichiarare che usciranno dalla produzione di acciaio e la fusione tra Tk e Tata Steel lascia fuori Terni, che sia un bene è presto per dirlo. 

Non basta che la Marini e Di Girolamo scrivano a Calenda ma serve subito un incontro autorevole del Governo con i tedeschi per un nuovo accordo da rispettare.

La produzione arriva a ottocento mila tonnellate a fronte del milione promesso nel 2014, Tk nel 2010 era il quarto produttore mondiale mentre nel 2016 è sceso al quattordicesimo posto (fonti dati ISSF: International Stainless Steel Forum), le partecipate come Titania sono sparite e la società delle Fucine vive un declino inesorabile. La Cina è il più grande mercato mondiale. e si prevede la crescita più importante del 5,9% dal 2016 al 2024. Rispetto ai valori Globali in EU la crescita è più moderata ma si attesta intorno al più 1,5% rispetto ai 7,3 milioni di tonnellate del 2015. 
In Italia il valore di crescita è assimilabile a quello Eu. Cresce la domanda mondiale di Inox e Ast è in controtendenza.



Thyssen Krupp si era impegnata ad investire e non lo sta facendo. 

La ristrutturazione operata dalla Morselli per ripristinare l'ordine dei conti è stata necessaria, ora senza una programmazione a lunga scadenza si rischia di perdere competitività. 

Il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, è vicino alla questione di Terni e il Governo dovrà intervenire tempestivamente per un nuovo patto che tuteli l'Italia e soprattutto il sito di Terni, strategico a livello nazionale. 

Per il rilancio occorre: più investimenti sugli impianti e sulla qualità dei manager, più volumi e relazioni industriali con una politica commerciale adeguata e il mix tra caldo e freddo.



Per quanto riguarda l’ambiente - Nevi- non si riferisce solo alla vicenda relativa alle scorie, ricorda che Ast non ha mai utilizzato i cinque milioni che la Regione ha messo a disposizione sulla base dell’accordo del 2014. 

Nessun progetto ad oggi è stato mai presentato

Per concludere- Nevi- ricorda che molti clienti denunciano il peggioramento della qualità delle produzioni ternane e i prezzi non competitivi di Ast, le quote di mercato perse a favore di Outokumpu potrebbero non essere casuali visto i rapporti tra i due colossi. 
Se Outokumpu è favorito dalla perdita di volumi di Ast, nel quale è confluito tutto l'acciaio inox tedesco e parte del network commerciale di Ast, il risultato potrebbe essere spietato con il sacrificio inevitabile in Europa di Ast. 

Nevi chiederà alla Giunta regionale di attivarsi presso il Governo affinché venga stipulato un nuovo patto impegnativo, che veda coinvolte la ThyssenKrupp, le istituzioni locali e le rappresentanze sindacali nazionali e locali.



A Terni, annuncia Stefano Fatale, verrà lanciata una petizione popolare dalle prossime settimane, le firme saranno raccolte con dei gazebo mobili con la quale chiederemo al sindaco e alla Giunta comunale di attivarsi per l'Ast.







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