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martedì 24 ottobre 2017

Il Patron Bandecchi non è contento, ma il problema non è questo. 
Un gruppo organizzato, con un gioco spregiudicato e con un mix di giocatori tra giovani e vecchi che sono al primo anno di serie B.
Come si suol dire, se "son rose fioriranno".

Alla Ternana manca l'equilibrio, una squadra che se la gioca con tutti e fino all'ultimo, merita ammirazione e seguito, ma la fase difensiva va registrata prima che sia troppo tardi.

A Frosinone si può perdere, ma non cosi' dopo aver messo sotto i ciociari per quasi tutto il secondo tempo e aver ripreso la partita, prendere due gol nel finale è terrificante.

La Ternana c'è ed erano anni che non vedevamo una squadra che diverte, dispiace che tutto quello che semina non si riesce a raccogliere.

Pochesci non può e non deve snaturare il suo credo tattico, è cosi' e deve proseguire nel suo lavoro per crescere insieme alla sua squadra.
I rossoverdi non riescono ancora a gestire il risultato, personalità e carattere come sintomo di maturazione.

I margini di crescita sono evidenti e con questa tifoseria tutto è possibile. Oggi al Benito Stirpe di Frosinone erano presenti ottocento ternani circa, il calore non manca e i giocatori lo percepiscono.
Torniamo con i piedi per terra, con meno proclami e meno show autoreferenziali, la Ternana deve pensare solamente  a salvarsi. Per la serie A, se si vorrà ottenerla, c'è tempo per parlarne. 

Costruiamo un mattone alla volta e cominciamo a ragionare, a Terni si sogna solo per la Ternana ma il calcio lo conosciamo da molto prima di quanto qualcuno si immagina.

Concretezza senza personalismi. I risultati sono quelli che contano, e senza quelli da un altare ipotetico si scende alla polvere. 
A buon intenditore.


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