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sabato 26 gennaio 2019

La Ternana di oggi rievoca quell'armata brancaleone di Bruno Giordano del 2011, senza gioco e idee che retrocesse al Liberati nello spareggio play-out con il Foligno. Pagine amare di storia rossoverde che si ripercorrono a cicli e che cronicamente generano quel clima di disaffezione da parte dei tifosi. Ormai il dato è tratto, i giocatori anche oggi hanno dimostrato poco impegno. Ce la siamo presa con l'inesperienza della società, è stata silurata una guida tecnica non all'altezza, è stato ingaggiato un team manager per fare gruppo, è stato inserito finalmente un Ds ma in campo ci vanno sempre i giocatori. E' assurdo vedere undici giocatori che corrono dietro alla palla e già al primo minuto lasciare liberi tre uomini per organizzarsi e segnare liberamente, è inconcepibile fare tre mezzi tiri in porta totali rincorrendo dall'inizio ed è deprecabile vedere giocatori nel fine gara a terra dispiaciuti dell'esito dell'incontro senza aver fatto nulla per aggiudicarselo. Una partita del genere è stata giocata da chi era in campo e ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Calori è stato chiaro fin dal suo arrivo, chi non se la sente lo dica, chi non crede nel progetto può cambiare aria, oggi lo ha ribadito, "dopo aver toccato il fondo per ripartire c'è bisogno della disponibilità di tutti".
La situazione è veramente assurda, con questo organico una classifica del genere era inaspettata, la Vis Pesaro con budget limitati e con un 'organizzazione di squadra  ha dimostrato che con pochi mezzi si possono ottenere risultati eccezionali. Organizzazione, gioco e concretezza, una squadra piacevole da vedere. Si cari ragazzi è arrivata l'ora di "vergognarsi", rimboccarsi le maniche e tirare fuori gli attributi, i pianti di coccodrillo non sono ammessi ai professionisti ben pagati, chi vuole svernare prepari  le valigie per cercare nuove sedi. A Terni in altri tempi le contestazioni sarebbero state fragorose, ormai non è più cosi', stagnazione, risentimento e allontanamento dallo stadio Liberati che è diventata la terra di conquista per chi ha il coraggio di provarci.




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