Ultimo giorno della seconda edizione di JazzIt fest "open source", dove il borgo di Collescipoli si è trasformato nella "acropoli" del jazz. La tre giorni organizzata da Luciano Vanni ha visto sfilare per il paese la comunità jazzistica nazionale e internazionale. Dopo il successo dello scorso anno la Commissione nazionale italiana per l'Unesco ha concesso il patrocinio onorario mentre l'Atc Servizi, la partecipata del comune di Terni, non ha concesso l'aumento delle corse per gli autobus costringendo gli organizzatori a rivolgersi ai privati. Il borgo di 400 abitanti ha ospitato tra le sue mura 60 showcase, 350 musicisti, 7 residenze creative, 150 operatori del settore con workshop, conferenze e campus didattici. Non è mancata la ristorazione con 7 aree ristoro e prodotti tipici a chilometri zero e finalmente tutti gli esercizi del paesino aperti fino a tarda notte. La tre giorni ha richiamato migliaia di persone, un evento senza contributi pubblici e promossa senza biglietti d'ingresso con l'unica possibilità di fornire donazioni spontanee. Il servizio ristoro in collaborazione con la ProLoco di Collescipoli, un crowdfunding condiviso con gli artisti e sponsorizzazioni hanno permesso lo svolgimento di una manifestazione di grande profilo. L'Asm durante la tre giorni a zero impatto ambientale ha presentato il progetto che vedrà l'installazione di colonnine per auto elettriche. Anche quest'anno gli artisti sono stati ospitati dagli abitanti del paese, un modello di gestione culturale nel segno della sostenibilità e del sociale. Per chi ancora non si fosse recato a Collescipoli questa sera avrà un'altra occasione.
| Ph credits Marzia Keller |
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