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lunedì 28 settembre 2026

Cascia, la FNP CISL Umbria dedica una giornata a Santa Rita e accende i riflettori su una delle emergenze più profonde della regione: la solitudine degli anziani e la mancanza di strutture socioassistenziali adeguate. Cascia - "Un tempo al sindaco le persone chiedevano un posto di lavoro, oggi chiedono un posto in una RSA". Con queste parole il sindaco di Cascia, Mario De Carolis, ha fotografato efficacemente il cambiamento sociale che sta attraversando l'Umbria intervenendo alla tavola rotonda promossa dalla FNP CISL Umbria sul tema della solitudine. L'iniziativa, organizzata dalla Federazione Pensionati della CISL Umbria insieme al Comitato FNP CISL Santa Rita da Cascia e alla Cisl Umbria si è  svolta a Roccaporena venerdì 25 settembre 2026 in occasione della giornata dedicata a Santa Rita, patrona della federazione, dopo la celebrazione della Santa Messa nella Basilica della città. Un momento di riflessione che ha posto al centro una questione non più rinviabile: l'invecchiamento della popolazione umbra e il rischio crescente di isolamento sociale che coinvolge migliaia di persone, soprattutto nelle aree interne e montane della regione. "Parlare di solitudine in Umbria significa parlare di una trasformazione demografica profonda - ha affermato Dario Bruschi, segretario generale della FNP CISL Umbria -. Da una parte l'invecchiamento accelerato della popolazione, dall'altra lo spopolamento dei territori. Non sono semplici statistiche: sono paesi che si svuotano, servizi che scompaiono e persone che restano sempre più sole. I numeri raccontano una realtà preoccupante. L'Umbria è tra le regioni più anziane d'Italia, con un indice di vecchiaia che supera i 247 anziani ogni 100 giovani. Una famiglia su tre è composta da una sola persona e nei piccoli comuni dell'Appennino la perdita progressiva di servizi essenziali impoverisce non solo l'offerta territoriale, ma anche le occasioni di socialità e relazione”. "Quando chiude una scuola, riduce l'attività un ambulatorio o abbassa la saracinesca l'ultimo negozio di paese - ha aggiunto il segretario regionale della Cisl Riccardo Marcelli che ha moderato la tavola rotonda- non perdiamo soltanto un servizio. Per molti anziani perdiamo l'unico luogo di incontro quotidiano. La solitudine non è un disagio individuale: è una questione sociale e sanitaria che produce effetti concreti sulla salute delle persone, persone che debbono rimanere pilastri della Comunità”. Al fenomeno si aggiunge anche una nuova forma di emarginazione. Come ricordato da Giancarlo Monsignori, presidente di Adiconsum Umbria, circa il 20 per cento dei cittadini umbri presenta difficoltà di accesso agli strumenti digitali e all'identità digitale, con il rischio di essere escluso da servizi sempre più dematerializzati. Ma è soprattutto sul fronte dell'assistenza agli anziani non autosufficienti che la CISL Umbria lancia un forte allarme. "Le difficoltà sociali, la carenza di servizi e la solitudine finiscono spesso per tradursi in nuove fragilità e nuove malattie - ha dichiarato Angelo Manzotti, segretario generale della CISL Umbria -. Per questo è arrivato il momento di passare dalle analisi alle proposte. Chiediamo alla Regione Umbria di programmare, insieme alle Zone sociali, la nascita di nuove RSA sul territorio. Oggi le liste di attesa sono sempre più lunghe e le famiglie faticano a trovare risposte adeguate. L'invecchiamento della popolazione rende questa necessità sempre più urgente". Una richiesta che nasce dall'osservazione quotidiana dei bisogni delle famiglie umbre e che trova una sintesi proprio nelle parole del sindaco De Carolis. Se ieri la priorità era il lavoro, oggi sempre più cittadini si rivolgono alle istituzioni per trovare un posto disponibile in una struttura residenziale per i propri cari. "La questione delle RSA - prosegue Manzotti - riguarda non solo gli anziani di oggi ma anche quelli di domani. I caregiver del futuro saranno a loro volta persone anziane. Per questo servono programmazione, investimenti e una rete di servizi capace di accompagnare le comunità in questa profonda transizione demografica". Nel corso della giornata è stato inoltre ribadito il valore della collaborazione tra FNP CISL Umbria e FNP CISL Marche, rappresentata dal segretario generale Silvano Giangiacomi, nel solco del patto di gemellaggio che da anni unisce le due organizzazioni nella tutela delle persone più fragili e nella promozione della coesione sociale. La FNP CISL Umbria, che ha premiato i pensionati all’interno del gruppo dirigente che hanno compiuto ottanta anni. rinnova quindi il proprio impegno affinché il contrasto alla solitudine diventi una priorità delle politiche regionali. Perché dietro ogni numero ci sono persone, famiglie e comunità che chiedono non soltanto assistenza, ma vicinanza, dignità e diritto a non essere lasciate sole.

Si svolgerà a Giove dal 2 al 4 settembre la prima edizione del “Giove Short Film Festival”, tre giorni dedicati al cinema indipendente, all’intelligenza artificiale con importanti ospiti del settore. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Giove, trasformerà la storica Sala San Giovanni, adiacente al castello, sarà un appuntamento d'avanguardia per registi e cineasti da tutto il mondo. “Sotto la direzione artistica del regista e autore Davide Dapporto – spiega il Comune - la kermesse ha registrato un successo straordinario sulla piattaforma internazionale FilmFreeway, ricevendo cortometraggi da tutto il mondo. Per questa edizione inaugurale – dice sempre l’amministrazione - la linea editoriale ha scelto la via della massima libertà creativa a tema libero, accogliendo opere prodotte negli ultimi 10 anni”. Il festival vedrà una forte spinta cross mediale. Tutte e tre le serate saranno infatti trasmesse in diretta streaming sul canale Youtube partner Blobtube (www.youtube.com/blobtube).

A 33 anni dalla morte del vigile del fuoco ternano Stefano Picerno, caduto nella strage di Via Palestro a Milano il 27 luglio del 1993, la memoria torna nel quartiere San Giovanni, dove Stefano è cresciuto e ha vissuto. E’ lì che Libera Terni, in collaborazione con la sezione soci Unicoop Etruria, l’associazione nazionale Vigili del Fuoco e la Direzione didattica San Giovanni, ha organizzato la “Passeggiata della Legalità”: nei luoghi della vita di Stefano, giovane vigile del fuoco ternano vittima innocente dello stragismo mafioso. La Passeggiata della legalità prende il via alle 15, alla direzione didattica San Giovanni di via Liutprando 32, con un momento di partecipazione dei bambini e delle bambine insieme all’associazione nazionale dei Vigili del Fuoco, durante il quale verrà svelata la targa dedicata a Stefano Picerno. Da qui partirà una camminata di tre chilometri, accessibile a tutte e tutti, attraverso le vie del quartiere e alcuni luoghi simbolo della vita di Stefano. Durante il percorso, amici, familiari e alunni e alunne racconteranno la sua storia, restituendo alla comunità il ritratto di un giovane ternano che aveva scelto di dedicare la propria vita al servizio degli altri e che, anche di fronte alle difficoltà, non si è tirato indietro. “La passeggiata nasce dalla volontà di trasformare la memoria in un’esperienza viva, condivisa e partecipata. Camminare nei luoghi in cui Stefano è cresciuto e ha vissuto - spiegano i promotori  - significa incontrare la sua storia, conoscere la persona oltre il nome e restituirla alla comunità. Significa trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria, della responsabilità e dell’impegno, affinché il ricordo di Stefano continui a parlare al presente e a diventare un’occasione di consapevolezza e partecipazione. Ricordare le vittime innocenti delle mafie significa impedire che le loro storie rimangano confinate al passato. Per questo abbiamo scelto di portare la memoria nelle strade e nei luoghi quotidiani, coinvolgendo la comunità”. La partecipazione è gratuita, è possibile prenotare il kit di partecipazione contattando Linda al 347 7957212 entro mercoledì 30 settembre. 

Dal 16 al 18 ottobre a Perugia e dal 19 al 22 novembre a Terni torna UmbriaLibri, la manifestazione dedicata al libro e alla lettura promossa dalla Regione Umbria. L’edizione 2026, presentata questa mattina in conferenza stampa, è affidata per il secondo anno alla direzione artistica di Nicola Lagioia. Il programma è costruito attorno all’immagine de “Il ramo d’oro", titolo della manifestazione, e attraversa letteratura, mito, storia, memoria, infanzia, dissenso, guerra, poesia, teatro, cinema e illustrazione. “L’edizione 2026 di UmbriaLibri – ha dichiarato Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria con delega alla cultura - si apre con la forza e la consapevolezza che ci derivano dal grande successo di pubblico riscontrato nella passata edizione, oltre che dallo straordinario momento che l'Umbria ha vissuto da protagonista al Salone Internazionale del Libro di Torino come Regione ospite. Un percorso che ha posizionato la nostra offerta culturale ai vertici del dibattito e dell’attenzione anche nazionale. Intendiamo proseguire con determinazione su questa strada, continuando a investire con convinzione sulla cultura e, in modo particolare, sulla crescita e il sostegno del tessuto editoriale locale. Gli editori umbri rappresentano il cuore pulsante e la spina dorsale della produzione libraria del nostro territorio: proprio a loro vogliamo riservare la massima attenzione e uno spazio di assoluto rilievo, garantendo una location speciale a loro dedicata che sappia valorizzare al meglio le loro pubblicazioni, la loro intraprendenza e il loro lavoro. Un altro gradito e prezioso tassello di questa edizione è rappresentato dalla splendida locandina firmata Andrea Calisi, tra i grandi illustratori del momento. E non solo: un legame profondo lega Andrea Calisi e la sua famiglia all’Umbria. Mi fa piacere ricordare che la famiglia Calisi ha vissuto a Perugia e che il padre Romano è stato tra i pionieri dello studio del fumetto e tra i fondatori storici di Lucca Comics. Sappiamo quanto forte sia l’affetto e l’impegno che lega ancora Calisi all’Umbria e in particolare a Perugia, con lo straordinario rapporto costruito nel tempo con la Biblioteca delle Nuvole, eccellenza del nostro territorio. In questo solco si inserisce con forza la prestigiosa direzione artistica di Nicola Lagioia, la cui presenza ed esperienza continuano a essere per tutti noi un motivo di profondo orgoglio e un valore aggiunto inestimabile. L’immenso risalto culturale che sta accompagnando la sua figura e la sua opera in questo periodo — a partire dall’adattamento cinematografico del suo romanzo La città dei vivi, approdato alla Mostra del Cinema di Venezia, fino alla copertina riservatagli dall'ultimo numero de il Venerdì di Repubblica — conferma ancora una volta la statura artistica e l’autorevolezza intellettuale della guida che abbiamo scelto per il nostro festival”. Il titolo dell’edizione 2026 di Umbria Libri – “Il ramo d’oro” - richiama il ramo che, nell’Eneide, permette a Enea di scendere nell’Averno e incontrare i morti e che diventa poi, nell’opera di James George Frazer, il titolo di una grande indagine sui miti, i riti, i sacrifici e le rinascite attraverso cui le comunità umane hanno cercato di dare senso al mondo. È una chiave di lettura che attraversa il programma senza trasformarsi in un tema rigido, mettendo in relazione autori, opere e linguaggi differenti. Il manifesto di UmbriaLibri 2026 è firmato da Andrea Calisi, illustratore e grafico nato a Roma nel 1968 e a lungo residente a Perugia. Dopo gli studi artistici, Calisi ha iniziato a lavorare in una cooperativa sociale, conducendo laboratori creativi di art therapy in una struttura semiresidenziale per ragazzi schizofrenici. Trasferitosi successivamente a Roma, ha intensificato la propria attività di illustratore e grafico, lavorando per importanti studi di moda e per l’Arci nazionale e collaborando con testate, istituzioni, aziende e case editrici, tra cui D di Repubblica, Alias del Manifesto, WWF, Regione Lazio, Touring Club Italiano, Università di Siena, Universal Music, Einaudi, Rizzoli Education, La Nave di Teseo e Linus. Le sue opere sono state esposte, tra gli altri, a Umbria Jazz, Villa Celimontana Jazz, Expo Cartoon di Roma, al Sano Museum di Mishima, al Daimaru Museum di Kyoto e al Mitsukoshi Department Store di Tokyo. Accanto all’attività di illustratore, ha lavorato come maestro in una scuola materna di Roma. Il rapporto di Calisi con l’Umbria è legato in particolare alla sua lunga permanenza a Perugia e al rapporto costruito nel tempo con il territorio e con la Biblioteca delle Nuvole. Il padre Romano Calisi è stato tra i pionieri dello studio del fumetto e tra i fondatori storici di Lucca Comics.“Tornare a Perugia per questa occasione è stato molto emozionante – ha dichiarato Calisi in conferenza stampa -. Con Nicola Lagioia ci siamo rincorsi per anni, seguendo da lontano il lavoro l’uno dell’altro, e quando mi ha raccontato il tema di questa edizione ho sentito che c’erano molti elementi che si incastravano in modo naturale con la mia storia. Da una parte c’era il tema del ‘ramo d’oro’, dall’altra quello della magia, che Nicola mi ha raccontato come uno degli elementi evocati dal festival. È stato un richiamo importante anche per la mia storia familiare e per il mio percorso. Per il manifesto – ha aggiunto Andrea Calisi - volevo innanzitutto richiamare l’idea del ramo d’oro come qualcosa che permette di passare verso un altro luogo, verso qualcos’altro. Il libro diventa così un modo per entrare e per vivere un’esperienza diversa. La ragazza che ho disegnato è una ragazza qualsiasi, giovane, contemporanea, con le sue imperfezioni, immersa in un paesaggio che richiama l’Umbria, le sue colline e i suoi paesi arroccati. C’è anche un’immagine che mi è rimasta molto impressa proprio venendo a Perugia. Sul treno regionale da Roma, guardando fuori dal finestrino, si incontrano paesi e paesaggi umbri bellissimi. A un certo punto sono arrivati alcuni turisti americani che guardavano dall’altra parte, e mi è venuto spontaneo dire loro: ‘Guardate a destra, guardate a sinistra’, perché magari avrebbero visto qualcosa di molto più interessante. È un po’ quello che ho cercato di fare anche nel manifesto: invitare a guardare, a spostare lo sguardo, a vedere cosa c’è oltre la prima immagine”. UmbriaLibri 2026 è promosso dalla Regione Umbria in collaborazione con Provincia di Perugia, Comune di Perugia, Comune di Terni, Camera di Commercio dell’Umbria, Fondazione Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e di Narni, Minimetrò, Libera Umbria, Fondazione Umberto Eco, Fondazione Fo Rame, Bologna Children’s Book Fair, associazione culturale Severino Cesari, PuntoZero e Sviluppumbria. Il programma completo della manifestazione è disponibile all’indirizzo https://www.umbrialibri.com/eventi/

domenica 27 settembre 2026

Le iniziative per gli 800 anni dalla morte di San Francesco arrivano a Terni con “La valle della letizia  – Francesco e i suoi compagni”, una serie di eventi in programma in città dal 1° al 4 ottobre, nati per riscoprire un volto inedito e sorprendente del ‘Poverello di Assisi’: quello del ‘Giullare di Dio’, dell’umorista, dell’uomo capace di allegria, ironia e autentica “santa follia”. Non una semplice celebrazione, dunque, ma un viaggio alla scoperta di un San Francesco nuovo, la cui dimensione giocosa e umana è rimasta a lungo in ombra e che oggi torna alla luce grazie alla riscoperta di antichi manoscritti e delle memorie dei suoi compagni più fedeli: Leone, Rufino e Angelo. Il cuore degli eventi sarà il convegno storico di due giorni dedicato alle memorie dei compagni di Francesco, che porterà a Terni alcuni tra i più importanti francescanisti a livello internazionale come Alfonso Marini, Marco Bartoli, Domenico Paoletti, Elisa Bovi, Giuseppe Cassio, Paolo Zampollini e Pietro Messa. Studiosi di primo piano che si confronteranno su fonti, testimonianze e documenti capaci di restituire un’immagine meno conosciuta del Santo, lontana dalle rappresentazioni più tradizionali e vicina alla sua personalità ironica, libera e sorprendentemente moderna. Da questa riscoperta nasce un intenso programma di quattro giorni di incontri tra storia, arte, cinema e musica. Evento centrale sarà poi la prima assoluta, sabato 3 ottobre alle ore 20.30 al Cinema Politeama, del film La Leggenda dei tre compagni, scritto e diretto da Arnaldo Casali e interamente a Terni. Nel cast attori di grande spessore come Francesco Salvi – nell’inedito e sorprendente ruolo del Poverello - e Fabio Bussotti, che torna a vestire i panni di frate Leone a 35 anni dal Nastro d’argento vinto per il film di Liliana Cavani. Ad affiancarli un cast che comprende nomi come Moni Ovadia, Max Cavallari dei Fichi d’India, Stefano Chiodaroli, Annalisa Aglioti, Adelmo Togliani e molti attori originari del territorio ternano come Cecilia Di Giuli (nei panni di Jacopa dei Settesoli) Luisa Borini (santa Chiara).

La rassegna “La valle della letizia – Francesco e i suoi compagni” è organizzata con il contributo della Regione Umbria e del Comune di Terni, dall’associazione ‘San Martino Impresa Sociale’, in collaborazione con Istess Storia e Cenacolo Cinema. “Ottocento anni ci separano dalla morte di Francesco d’Assisi, eppure la sua voce continua a parlarci con una forza che il tempo non ha consumato. Una voce che interroga le nostre coscienze, ci invita a riconoscere nell’altro un fratello e nella natura una casa comune da custodire” commenta la Presidente della Giunta regionale dell’Umbria Stefania Proietti: “Abbiamo voluto che le celebrazioni del 2026 coinvolgessero l’intera regione, dando spazio alle comunità, alle associazioni e alle istituzioni culturali. Non soltanto Assisi, dunque, ma tutti i territori nei quali il passaggio del santo ha lasciato tracce e testimonianze. Un patrimonio che abbiamo la responsabilità di custodire e trasmettere alle nuove generazioni. In questo percorso si inserisce ‘La Valle della Letizia’, l’iniziativa promossa a Terni dall’Istess, insieme al Comune di Terni e all’associazione San Martino, che attraverso incontri, musica, cinema e approfondimenti storici propone di riscoprire Francesco a partire dalle testimonianze di coloro che gli furono più vicini”. “Da questa iniziativa emerge un Francesco più umano e sorprendente di quello che siamo abituati a conoscere - afferma l’assessore alla Cultura del Comune di Terni Tiziana Laudadio - un uomo che sceglie la povertà. Un visionario che mette al centro la fraternità. È qualcuno capace di parlare agli ultimi e di guardare il mondo con occhi completamente nuovi” Per la Presidente dell’associazione ‘San Martino Impresa Sociale’ Martina Tessicini: “È un grande piacere essere parte di un progetto che, nell’anno dell’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi, ci offre l’opportunità di raccontare Francesco attraverso una prospettiva nuova, capace di mettere insieme storia, cultura, cinema, musica e territorio. Il progetto nel quale si inseriscono queste iniziative nasce proprio dalla volontà di riscoprire un Francesco che, accanto all’immagine che tutti conosciamo, conserva aspetti ancora poco conosciuti; l’uomo capace di cantare, di sorridere, di raccontare, di utilizzare l’umorismo e persino una certa ironia per comunicare il proprio messaggio”. “Il film La leggenda dei tre compagni e il convegno storico promosso per l’occasione – aggiunge don Matteo Antonelli, amministratore diocesano - nascono da un’intuizione profonda: abbeverarsi direttamente alla fonte sorgiva dei ricordi di frate Leone, frate Rufino e frate Angelo. Attraverso lo sguardo di chi ha condiviso con il Poverello la polvere delle strade e l’intimità della preghiera, emerge una narrazione autentica, capace di coniugare il rigore storiografico con il registro sorprendente della commedia e dell’umorismo evangelico”.

 

IL PROGRAMMA COMPLETO

GIOVEDÌ 1° OTTOBRE 2026

  • Ore 16.00 – Cenacolo San Marco: Passeggiata guidata “Sulle orme di Francesco a Terni”.
  • Ore 17.00 – Cenacolo San Marco: Inaugurazione della mostra “Francesco e i suoi compagni”, con costumi, oggetti di scena, diorami e immagini del film. Mostra aperta fino al 22 novembre 2026.
  • Ore 17.30 – Cenacolo San Marco: Convegno storico “Francesco nelle memorie dei suoi compagni”. Intervengono Alfonso Marini, Marco Bartoli, Domenico Paoletti e Lilia Sebastiani.

VENERDÌ 2 OTTOBRE 2026

  • Ore 17.30 – Cenacolo San Marco: Convegno storico “Francesco nelle memorie dei suoi compagni”. Intervengono Elisa Bovi, Giuseppe Cassio, Paolo Zampollini e Pietro Messa. Con un’intervista a Jacques Dalarun.
  • Ore 21.00 – Cenacolo San Marco: Concerto “I Cantici del Giullare”, con esecuzione dal vivo delle musiche originali dei film “La Stella di Greccio” e “La Leggenda dei tre compagni”. Con Paolo Paniconi, Maristella Focaroli e Ivo Scarponi.

SABATO 3 OTTOBRE 2026

  • Ore 17.00 – Cinema Politeama: Proiezione del film “La Stella di Greccio”.
  • Ore 20.30 – Cinema Politeama: Prima assoluta del film “La Leggenda dei tre compagni”, di Arnaldo Casali con Francesco Salvi, Fabio Bussotti e Moni Ovadia.

DOMENICA 4 OTTOBRE 2026 – FESTA DI SAN FRANCESCO

  • Ore 17.30 – BCT: Presentazione del libro “Francesco al Cinema” di Arnaldo Casali, con prefazione di Liliana Cavani.

venerdì 25 settembre 2026

La Conferenza provinciale sulla scuola, riunita in sala del Consiglio di Palazzo Bazzani, ha approvato all’unanimità stamattina, 25 settembre, il Piano Provinciale di dimensionamento e dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2027/2028. Il piano, come già stabilito dalle conferenze di ambito e dalla delibera di Consiglio provinciale, non prevede nuovi dimensionamenti, ossia accorpamenti di direzioni e istituti, e sancisce il mantenimento di tutti gli indirizzi, anche quelli non ancora attivati, oltre all’attivazione di tutti i corsi serali. A tale proposito la Conferenza ha dato il via libera all’istituzione di una classe primaria a tempo pieno con indirizzo “Montessori” e di un indirizzo a didattica differenziata sempre “Montessori” all’Istituto Comprensivo “Benedetto Brin” di Terni che rappresenta l'unica realtà in Umbria. La Conferenza ha anche approvato l'indirizzo Made in Italy al Liceo delle Scienze Umane “Angeloni” di Terni. “Quella di non procedere a nuovi dimensionamenti è stata sempre la linea della Provincia di Terni”, ha detto il vice Presidente Francesco Maria Ferranti aprendo i lavori e portando i saluti del Presidente Stefano Bandecchi. “La nostra Provincia – ha aggiunto - è composta da numerosi territori minori, di cui molti montani La scelta sui dimensionamenti è stata fatta soprattutto per difendere queste realtà e garantire il mantenimento dei servizi, tra cui quelli scolastici, a fronte di fenomeni penalizzanti come la decrescita demografica e lo spopolamento. La Provincia – ha concluso Ferranti – continuerà nel suo impegno concreto a sostegno del mondo della scuola e in stretto rapporto con tutte le dirigenze scolastiche”. Durante la Conferenza è intervenuto anche l’attuale reggente dell’Ufficio scolastico regionale, ambito territoriale di Terni, Fabiano Paio che ha ricordato l’impegno dell’Usr nell’affrontare tutte le problematiche attuali, tra cui quelle del personale e delle strutture. Il Piano così approvato verrà ora trasmesso alla Regione per competenza e per il varo definitivo nell’ambito del programma regionale.

Il percorso, realizzato in collaborazione con Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e Ordine nazionale dei Giornalisti, è aperto a tutti i laureati. La proroga nasce per favorire la più ampia partecipazione e consentire ai candidati di completare la documentazione richiesta. Sono prorogati al 15 ottobre 2026, alle ore 13, i termini per la presentazione delle domande di ammissione al Master di I livello in Giornalismo contemporaneo dell’Università per Stranieri di Perugia, realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e l’Ordine nazionale dei Giornalisti. La decisione è stata assunta in considerazione del periodo di rientro dalle attività estive e della necessità di consentire ai candidati di perfezionare la documentazione richiesta. Nelle ultime settimane sono infatti pervenute diverse richieste di chiarimento relative all’organizzazione didattica, agli orari e alla compatibilità del percorso con gli impegni professionali. Il Master, rivolto anche a lavoratori e professionisti, si svolgerà in modalità online, con formula part-time, nelle giornate di venerdì e lunedì. Proprio la natura del percorso, pensato per favorire la partecipazione di chi ha già impegni lavorativi, ha reso opportuna una proroga dei termini, anche alla luce del fatto che molti potenziali candidati, fino alla fine di settembre, non dispongono ancora di un quadro completo della propria programmazione lavorativa annuale. L’obiettivo è quindi quello di offrire a tutti gli interessati il tempo necessario per valutare con attenzione l’opportunità formativa e completare correttamente la procedura di candidatura. Il Master in Giornalismo contemporaneo è aperto a tutti i laureati e si propone di fornire strumenti aggiornati per comprendere e raccontare le trasformazioni del presente. Il percorso affronta temi centrali per il giornalismo e la comunicazione di oggi: transizione digitale, intelligenza artificiale, uso dei dati, relazioni internazionali, migrazioni, sostenibilità, comunicazione della scienza, cultura e spazio pubblico europeo. La proposta formativa mette in dialogo competenze accademiche e professionali, con docenti universitari e professionisti di primo livello, e si rivolge non solo a giornalisti e pubblicisti, ma anche a comunicatori, operatori dell’informazione, addetti stampa, professionisti, laureati e persone interessate ad acquisire competenze utili nella comunicazione e nella lettura critica dell’attualità. Il conseguimento del Master può inoltre consentire, a chi possiede i requisiti, l’accesso abbreviato alla laurea magistrale RICS – Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo dell’Università per Stranieri di Perugia, con il riconoscimento di 42 CFU. Il termine per la presentazione delle candidature è dunque fissato al 15 ottobre 2026, ore 13. Maggiori informazioni e modalità di iscrizione sono disponibili sul sito dell’Università per Stranieri di Perugia:

https://www.unistrapg.it/it/offerta-formativa/post-laurea/master/master-di-primo-livello-giornalismo-contemporaneo


Comunicato stampa

Nove spettacoli, da novembre a marzo, per la nuova stagione di prosa del Teatro Manini di Narni, la sesta sotto la direzione artistica di Francesco Montanari e Davide Sacco. La stagione 2026/2027 porta con sé un titolo che è insieme una domanda, un’immagine e una dichiarazione: “Le cose che ci tengono insieme”. Ci sono legami che ci sostengono, altri che ci mettono alla prova. Affetti, desideri, ricordi, conflitti, fragilità: sono le cose che ci tengono insieme e che il teatro, da sempre, prova a raccontare. Da sei anni il Teatro Manini è anche questo: un tempo condiviso, fatto di spettacoli, incontri, artisti, pubblico, attese e ritorni. Stagione dopo stagione, è cresciuto un legame che passa attraverso le storie e attraverso il tempo stesso, e che oggi diventa il punto di partenza della nuova stagione. «Abbiamo scelto di chiamare questa stagione “Le cose che ci tengono insieme”  - dichiarano i direttori Francesco Montanari e Davide Sacco - perché il teatro stesso nasce da una relazione: tra chi è sul palco e chi guarda, tra una storia e chi la ascolta, tra un luogo e la comunità che lo abita. Da sei anni attraversiamo insieme questo teatro e questo tempo. Sono passati spettacoli, artisti, stagioni, e proprio questo susseguirsi di incontri ha costruito un legame. Il tempo trascorso insieme, le storie che abbiamo condiviso, il pubblico che torna, gli artisti che abitano il palcoscenico: anche queste sono le cose che ci tengono insieme. Gli spettacoli di quest’anno raccontano relazioni diverse: persone che si cercano, si amano, si tradiscono, si allontanano, si perdono e provano a ritrovarsi. Ci sono verità che emergono e altre che restano nascoste, ma al centro ci sono sempre gli esseri umani e il loro bisogno di entrare in relazione. Fare teatro significa creare uno spazio e un tempo da condividere. Significa incontrarsi, riconoscersi, a volte anche mettersi in discussione, continuiamo allora a immaginare il Manini proprio così: come un luogo in cui stare insieme attraverso le storie, anno dopo anno. Perché forse il teatro, il tempo che vi trascorriamo e il legame che nasce da ciò che abbiamo vissuto insieme sono alcune delle cose che ancora ci tengono insieme». «Le cose che ci tengono insieme racconta bene il ruolo che il Teatro Manini ha costruito in questi anni: non solo luogo di spettacolo, ma spazio di incontro e partecipazione per la comunità. La nuova stagione conferma un percorso solido, che unisce qualità artistica, attenzione al pubblico e dialogo con la città, ampliandosi con i laboratori teatrali e i nuovi appuntamenti musicali. Come Amministrazione crediamo nel valore della cultura come strumento capace di creare legami e rafforzare il senso di appartenenza: il Manini è oggi uno dei punti di riferimento culturali di Narni e questa stagione ne conferma vitalità e capacità di guardare al futuro.»

Lorenzo Lucarelli

Sindaco di Narni



Sostenitori della stagione 26-27 sono Energy Solutions, Servizi Globali Terni, Moreno Gubbiotti srl. 



IL PROGRAMMA 


La stagione prenderà il via giovedì 19 novembre con La cena dei cretini, celeberrima commedia di Francis Veber, diretta da Massimo Chiesa e prodotta da The Kitchen Company / Dada Produzioni. Una perfetta macchina comica costruita su equivoci e continui rovesciamenti di prospettiva, nella quale diventa sempre più difficile capire chi sia davvero il “cretino” della storia. Domenica 29 novembre sarà la volta di Mercoledì delle ceneri, spettacolo scritto e diretto da Valentina Esposito con la compagnia Fort Apache Cinema Teatro. Dentro il rito collettivo del Carnevale, una comunità è costretta a confrontarsi con una storia di violenza rimossa, un racconto corale con ben 16 attori, che intreccia memoria, colpa, responsabilità e possibilità di  cambiamento. Il 20 dicembre arriva Tradimenti di Harold Pinter, con Laura Cravedi, Giacomo Pressi e Francesco Santarelli e la regia di Pierpaolo Sepe. Una relazione clandestina viene raccontata a ritroso, dalla sua fine fino al principio, trasformando il triangolo amoroso in una raffinata indagine sul tempo, sulla memoria e su tutto ciò che, nelle relazioni, scegliamo di dire o di nascondere. Il nuovo anno si apre l’11 gennaio con Closer di Patrick Marber, con Paolo Kessisoglu, Roberta Caronia, Alessandro Averone e Yeva Sai, per la regia di Fabrizio Coniglio. Quattro persone si incontrano, si desiderano, si amano e si tradiscono in uno dei testi più lucidi e spietati sulle relazioni contemporanee, dove il bisogno di verità finisce spesso per confondersi con quello di possedere l’altro.

Il 7 febbraio sarà protagonista Francesco Scianna, interprete e regista di Hospitality Suite di Roger Rueff, insieme a Sergio Romano, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano. Tre uomini chiusi in una stanza d’albergo attendono un cliente decisivo per il loro lavoro: quello che nasce come un incontro professionale diventa progressivamente un confronto sull’ambizione, sul successo, sulle scelte e sulla responsabilità individuale.

Il 23 febbraio il Manini ospiterà 23 ore e mezza di Carey Crim, con Giorgio Marchesi, Deniz Ozdogan, Elisa Lucarelli, Tommaso Bernabeo e Mattia Giordani Tozzi, per la regia di Davide Sacco. 

Un uomo torna a casa dopo una condanna e la moglie continua a credere nella sua innocenza. Per ventitré ore e mezza al giorno. Nell’altra mezz’ora, però, il dubbio entra nella loro vita e mette in discussione tutto ciò che credevano di sapere l’uno dell’altra. Pochi giorni dopo, il 27 febbraio, andrà in scena Lettera di una sconosciuta, da Stefan Zweig, testo e regia di Davide Sacco, con Giordana Faggiano. Una produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, LVF e Teatro Manini di Narni. La lettera di una donna che ha trascorso l’intera esistenza amando un uomo senza essere mai davvero riconosciuta diventa una riflessione intima sul desiderio, sulla memoria e sul bisogno profondo di essere visti. Il 6 marzo sarà la volta di Coppia aperta quasi spalancata di Dario Fo e Franca Rame, con Chiara Francini e Alessandro Federico, per la regia di Alessandro Tedeschi. Una commedia feroce e irresistibile sui rapporti di coppia, sulla libertà, sull’emancipazione e sui doppi standard che regolano troppo spesso le relazioni tra uomini e donne. A chiudere la stagione, il 25 marzo, sarà Misurare il salto delle rane di Carrozzeria Orfeo, scritto da Gabriele Di Luca, con Elsa Bossi, Noemi Apuzzo e Chiara Stoppa, per la regia di Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti. 

Tre donne, tre generazioni e una ferita che arriva dal passato si incontrano in un piccolo paese sospeso tra lago e palude. Un racconto tragicomico di dolore, violenza, resistenza e possibilità di rinascita. Il programma e i crediti essenziali dei nove spettacoli sono quelli riportati anche nel materiale grafico ufficiale della nuova stagione.

NON SOLO STAGIONE: IL MANINI COME LUOGO DELLA CITTÀ

Accanto alla stagione di prosa, il Teatro Manini continuerà a sviluppare quelle attività che negli anni sono diventate parte integrante della sua identità. A partire dai laboratori teatrali affidati a Elisa Gabrielli, ormai un appuntamento stabile e un vero presidio di formazione e partecipazione per bambini, ragazzi e adulti. Il nuovo anno di attività sarà presentato con l’Open Day del 7 ottobre, occasione per conoscere i percorsi e il lavoro che accompagnerà i partecipanti durante tutta la stagione. La principale novità del 2026/2027 sarà invece l’ingresso della musica con “Narni Suona”, un nuovo ciclo di appuntamenti affidato alla Temporary Band, pensato come un viaggio attraverso repertori, autori e immaginari musicali molto diversi tra loro. Il primo appuntamento sarà il 23 ottobre 2026 con Narni Suona Buena Vista Social Club, seguito il 18 dicembre da Narni Suona Walt Disney. Nel nuovo anno, l’8 gennaio 2027 sarà dedicato a Lucio Battisti, il 19 febbraio a Whitney Houston, mentre il ciclo si concluderà il 12 marzo con Narni Suona Ennio Morricone.

EVENTI SPECIALI

La programmazione del Manini si arricchisce inoltre di due eventi speciali.

Il 17 dicembre 2026 il Teatro Manini ospiterà A Christmas Carol, spettacolo in lingua inglese, liberamente ispirato al celebre Canto di Natale di Charles Dickens. Con Carlo Amedeo Capitanelli, Enrico De Meo, Oliver Page, Valentina Renzulli e Silvia Zora, adattamento del testo a cura di Oliver Page, luci di Pino Bernabei e regia di Beatrice Ripoli, lo spettacolo è una produzione Fontemaggiore / Scuola d’Inglese Help. Il 20 febbraio 2027 arriverà invece al Manini Il Palcoscenico della Legalità con Se dicessimo la verità, nato da un’idea di Giulia Minoli, con la drammaturgia di Emanuela Giordano e Giulia Minoli e la regia di Emanuela Giordano. Parte integrante del progetto di CCO – Crisi Come Opportunità, lo spettacolo nasce da un lungo lavoro di ricerca sul tema delle mafie e della criminalità organizzata e porta in scena storie di resistenza, responsabilità e coraggio civile, mettendo al centro, nella nuova versione, anche le voci di donne che hanno scelto di opporsi alla violenza e all’omertà.

IL TEATRO PER LE SCUOLE

Continua anche l’attenzione del Teatro Manini verso le nuove generazioni, con una serie di pomeridiane dedicate alle scuole, pensate per avvicinare ragazze e ragazzi al teatro attraverso linguaggi e temi differenti. Il 30 novembre 2026 sarà proposta una replica di Mercoledì delle ceneri di Fort Apache Cinema Teatro; il 26 febbraio 2027 sarà la volta di Lettera di una sconosciuta, da Stefan Zweig, con Giordana Faggiano e la regia di Davide Sacco.

L’ultimo appuntamento sarà l’11 marzo 2027 con Electric Dream – Alessandro Volta e la straordinaria avventura della pila, spettacolo di teatro di narrazione interpretato da Flavio Albanese, con drammaturgia di Roberto Scarpetti e regia di Marinella Anaclerio. Attraverso la vita, le intuizioni e le invenzioni di Alessandro Volta, lo spettacolo trasforma il palcoscenico in un laboratorio di scoperta, avvicinando i ragazzi al metodo scientifico e raccontando la curiosità, l’ingegno e il desiderio di comprendere il mondo che hanno guidato uno dei grandi protagonisti della storia della scienza.

I SOSTENITORI DELLA STAGIONE

Anche per la stagione 2026/2027 il Teatro Manini può contare sul sostegno di realtà che, con continuità e attenzione, scelgono di accompagnarne il progetto culturale. I sostenitori della nuova stagione sono Energy Solutions, Servizi Globali Terni e Moreno Gubbiotti srl, aziende che confermano la propria vicinanza al Teatro e al suo ruolo nel territorio. Un supporto prezioso, che contribuisce a rendere possibile una programmazione capace di unire qualità artistica, partecipazione e apertura alla comunità.


L'iniziativa, organizzata dal Comitato Italiano Paralimpico Umbria, nell'ambito dell'accordo quadro nazionale Cip - Inail, ha visto la partecipazione di molte persone seguite dall'Inail a seguito di infortunio sul lavoro. Queste ultime sono state condotte attraverso un percorso multidisciplinare finalizzato all'avviamento e la promozione nelle discipline sportive del nuoto, bocce, tiro con l'arco, apnea sportiva e calcio balilla, attraverso la guida esperta di tecnici paralimpici che hanno illustrato ai partecipanti le grandi potenzialità che lo sport può rappresentare per il percorso riabilitativo e per la pratica sportiva agonistica. "Oggi siamo a Terni alle Piscine dello Stadio dove, con le discipline di nuoto, apnea sportiva paralimpica, bocce, tiro con l'arco e calcio balilla, gli assistiti Inail che aderiscono al progetto sport in virtù dell'accordo quadro siglato tra Cip e Inail, sperimentano le discipline sportive che vengono proposte - spiega Marco Peciarolo, presidente del Cip Umbria.
A seguito di un percorso che porta le stesse persone a sperimentare non solo sport ma anche socialità e soprattutto la possibilità di avere delle risposte anche in termini di attività motoria, proprio grazie a queste opportunità che il Comitato Italiano Paralimpico mette in campo. Inail, attraverso l'accordo quadro, mette a disposizione le attività sportive da svolgere all'interno delle realtà sportive affiliate alle Federazioni Sportive Paralimpiche e al Comitato Italiano Paralimpico, e questo tipo di attività è propedeutica per alcuni anche per poter iniziare a svolgere un'attività di tipo agonistico, dove possono sicuramente dimostrare quelle che sono le loro capacità e le loro competenze. Credo che questo tipo di collaborazione stia fornendo dei risultati molto importanti. Per questo ringrazio la Direzione Regionale, il Dott. Pastorelli, Direttore Regionale Inail Umbria, per la vicinanza che l'Istituto mette non solo al Comitato Paralimpico ma a tutti gli assistiti che appunto iniziano a praticare un'attività sportiva". Paolo Righetti, assistente sociale di Inail Terni e Orvieto conclude: "Siamo qui riuniti in un'iniziativa del Comitato Paralimpico e Inail, un open day per permettere alle persone di provare determinati sport che possono essere adatti a qualunque tipo di funzionalità. Una manifestazione che come sempre permette alle persone di riconoscersi, di conoscersi e di vedere quanto, al di là delle differenze individuali, le persone siano tutte uguali e possano ritrovarsi dei valori nella pratica dello sport".


Un patrimonio documentario in gran parte inedito, recuperato attraverso un anno di ricerche negli archivi e nelle biblioteche umbre, per raccontare come le città della regione abbiano custodito e rinnovato nel tempo la memoria di san Francesco. È “Creature umbre. Le città di Francesco, le città per Francesco nei secoli dei Centenari 1882, 1926-27, 1981-82”, la mostra allestita a Palazzo Donini, a Perugia, che è stata presentata oggi alla stampa e che sarà inaugurata domani mattina alle 11.30.  
All’anteprima sono intervenuti la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e i curatori Mario Squadroni e Maurizio Terzetti, che hanno illustrato il percorso e il lavoro di ricerca alla base dell’esposizione. La mostra, promossa e organizzata dalla Regione Umbria in collaborazione con Sviluppumbria, è realizzata anche con la collaborazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria, degli Archivi di Stato di Perugia e Terni, della Biblioteca Augusta del Comune di Perugia. L’esposizione è allestita al piano terra di Palazzo Donini attraverso grandi pannelli che accompagnano il visitatore lungo otto secoli di storia umbra, dalle suggestioni dantesche fino alle celebrazioni dei tre grandi Centenari francescani del 1882, del 1926-27 e del 1981-82. Al centro del lavoro dei curatori c’è stata la volontà di riportare alla luce il patrimonio conservato negli archivi e di verificare, attraverso le fonti, quanto fosse ampia la partecipazione delle città umbre alle diverse stagioni delle celebrazioni. “Abbiamo voluto valorizzare il contenuto degli archivi che conservano documenti preziosissimi ma sconosciuti al grande pubblico”, ha spiegato Mario Squadroni, sottolineando il lavoro svolto insieme agli archivisti e ai bibliotecari degli istituti coinvolti.
La ricerca, hanno raccontato i curatori della mostra, è partita dalle principali città legate alla tradizione francescana e si è poi allargata all’intero territorio regionale. Assisi e Gubbio hanno costituito un primo punto di partenza, dunque, ma le carte hanno mostrato una partecipazione molto più ampia: Perugia, Cannara, Foligno, Orvieto, Spoleto, Città di Castello, Todi e altri centri sono presenti attraverso documenti relativi a iniziative, comitati, processioni, mostre, conferenze e pubblicazioni. La ricerca ha così restituito una trama diffusa della memoria francescana, nella quale le diverse comunità umbre hanno trovato forme proprie per ricordare San Francesco in occasione dei Centenari. A scandire le tre principali stagioni delle celebrazioni sono anche tre figure che, in epoche diverse, hanno rappresentato un punto di riferimento per il rapporto tra San Francesco e le città umbre: Antonio Cristofani per Assisi nel 1882, Arnaldo Fortini per il 1926 e Roberto Abbondanza per il 1982. Tre figure che permettono di leggere attraverso persone, luoghi e documenti l’evoluzione di una memoria francescana che da Assisi si estende progressivamente all’intero territorio regionale. Un elemento che la ricerca dei curatori ha permesso di mettere a fuoco è anche la storia dei Centenari non celebrati. Nel 1826 ricorreva il sesto centenario della morte di san Francesco, ma quella ricorrenza non fu oggetto di celebrazioni pubbliche: la consuetudine dei Centenari francescani sarebbe maturata solo più avanti. Pochi anni prima, nel 1818, era stato ritrovato il corpo del Santo, dopo un lungo percorso di ricerche e di discussione delle tradizioni legate alla sua sepoltura. La mostra documenta questa vicenda anche attraverso una dissertazione di padre Lipsin, custode e bibliotecario del Sacro Convento, e altre testimonianze relative al ritrovamento e alla successiva sistemazione della tomba. È nel secondo Ottocento che la celebrazione pubblica della memoria francescana comincia progressivamente a consolidarsi, fino al 1882, indicato dai curatori come il primo Centenario ufficiale. Proprio questo passaggio consente di leggere il 1882 non come un episodio isolato, ma come l’avvio della stagione dei grandi Centenari che la mostra ricostruisce attraverso le fonti d'archivio. Il 1926 rappresenta una stagione di grande partecipazione, nella quale Assisi assume un ruolo particolarmente forte ma anche le altre città umbre si muovono attorno alla ricorrenza; nel 1982, invece, la Regione assume un ruolo di coordinamento e dà alle iniziative una dimensione istituzionale regionale. Per il 1926 i curatori hanno scelto di parlare di un “cantico delle città umbre”, proprio per sottolineare la coralità di quella stagione. “Nel ’26 c’è stato un movimento implicito, una suggestione spontanea che ha avuto un forte effetto”, ha spiegato Terzetti. Nell’82, invece, “questa coralità quasi spontanea è diventato un impegno istituzionale della Regione, con il coinvolgimento diretto del Comitato regionale per il Centenario francescano”. Particolarmente significativo è il patrimonio documentario relativo a quest’ultima fase. Le carte del Comitato, riordinate e inventariate, hanno permesso di ricostruire l’attività svolta per organizzare le celebrazioni e coinvolgere progressivamente enti umbri e altre regioni italiane. Tra le iniziative realizzate nel 1982, ad esempio, ci furono cinque mostre a Perugia, Assisi, Narni, Gubbio e Todi, dedicate a opere d’arte, monumenti, codici, libri e incunaboli. Particolare rilievo hanno alcuni manifesti delle celebrazioni, tra cui quello del 1882, un originale alto circa due metri e mezzo, articolato in tre parti e sottoposto a un importante intervento di restauro. I documenti destinati all’esposizione sono stati restaurati dal laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato, consentendo di recuperare anche materiali di grande formato che presentavano piegature e deterioramenti. Tra le testimonianze più particolari individuate nel corso della ricerca c’è il libro d’ore riemerso da Campello sul Clitunno, che conserva due preghiere manoscritte a san Francesco, una delle quali attribuita a Bonaventura da Bagnoregio. Nel percorso questo documento viene accostato alla più ampia tradizione letteraria legata alla figura del Santo e alle testimonianze che, nei secoli, hanno contribuito a costruirne la memoria. La mostra propone una selezione curata del patrimonio emerso dalla ricerca, ma il lavoro proseguirà con la pubblicazione del catalogo scientifico, previsto tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, che permetterà di raccogliere anche una parte dei materiali emersi dalla ricerca e non inseriti nel percorso espositivo. 

Informazioni per la visita 

La mostra “Creature umbre. Le città di Francesco, le città per Francesco nei secoli dei Centenari 1882, 1926-27, 1981-82” sarà inaugurata domani, sabato 26 settembre, alle 11.30 a Palazzo Donini e resterà aperta fino al 10 gennaio 2027. È visitabile il giovedì e il venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 13. Il sabato mattina, in date selezionate, per i gruppi sarà possibile prenotare una visita guidata gratuita condotta dai curatori.


Nuova inaugurazione CAU - Cantiere di Arti Urbane, il progetto di Tempus Vitae. In programma domani, sabato 26 settembre, alle 17, il taglio del nastro della mostra "Questo mio nome non mi è nuovo". In mostra le opere di Giancarlo Galeotti è un architetto, scultore e incisore di Massa Marittima (Grosseto), un artista fuori tempo. La personale di Giancarlo Galeotti proposta pochi mesi fa al Palazzo del Debbio, a Massa Marittima, approda a Terni  in una versione riveduta a misura dello scenario offerto dalla Sala Apollo e Dafne di Palazzo Carrara affrescata a metà del ‘600 da Girolamo Troppa. E’ curata da Sandro Petri e Franco Profili e fino al 17 ottobre sarà aperta il venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 19 e 30.

Il SuniaFest prende il via oggi pomeriggio e per due giorni animerà piazza della Pace, dove ha sede la Cittadella delle associazioni. Nell’ambito del festival organizzato dal Sindacato degli inquilini insieme alla Cgil di Terni ci sarà la sfilata “L’abito racconta: un viaggio attraverso abiti, colori, culture e tradizioni dei popoli”. L’evento domani, sabato 26 settembre, alle 17, a cura della Cittadella delle associazioni di piazza della Pace, consentirà di conoscere le tante comunità straniere e le associazioni che ogni giorno, col coordinamento del Cesvol e grazie all’intesa con Ater Umbria, si alternano per garantire attività volte all’inclusione e alla socialità. La sfilata “L’abito racconta” sarà una vetrina per i tanti volontari arrivati da varie parti del mondo che a Terni vivono, lavorano e s’impegnano nella Cittadella per sostenere gli stranieri che sono giunti in città di recente fornendo una serie servizi di servizi gratuiti.

giovedì 24 settembre 2026

Il mondo della sanità e quello dell’istruzione si uniscono in Umbria per dare vita a una sinergia strategica interamente dedicata al benessere delle giovani generazioni. Nelle mattinate del 29 e del 30 settembre 2026, dalle 8.30 alle 13.30, verranno ufficialmente presentate le linee guida del nuovo Catalogo Regionale 2026-2027 intitolato “Scuole che promuovono salute”. Lo strumento, concepito in stretta collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e le Aziende sanitarie Umbria 1 e Umbria 2, punta a trasmettere a dirigenti e docenti le competenze necessarie per trasformare gli istituti in contesti orientati al benessere organizzativo, sociale e relazionale. La due giorni di eventi sul territorio si svilupperà in due tappe consecutive, partendo martedì 29 settembre a Perugia presso la sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni in Piazza Italia, per poi spostarsi mercoledì 30 settembre a Terni nella sala Conferenze di ARPA Umbria in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. All’iniziativa prenderanno parte le massime autorità istituzionali e tecniche della regione, tra cui la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la presidente del Consiglio regionale Sarah Bistocchi, l’assessore regionale Fabio Barcaioli, la direttrice Salute e Welfare Daniela Donetti e il dirigente responsabile del servizio Salute umana, animale e dell’ecosistema Salvatore Macrì. Accanto a loro interverranno i vertici delle Aziende sanitarie locali, i dirigenti dell’Ufficio scolastico regionale, le direzioni didattiche, i docenti e i professionisti delle Aziende sanitarie. “Il lancio del nuovo catalogo regionale - spiega la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti - rappresenta un passo fondamentale per il futuro dei nostri giovani. Unendo le forze tra il mondo della sanità e quello dell’istruzione, l’Umbria si pone all’avanguardia nella promozione del benessere organizzativo, sociale e relazionale all’interno delle nostre scuole. Attraverso percorsi scientificamente validati su temi cruciali come l’educazione emotiva e i sani stili di vita, diamo a docenti e famiglie gli strumenti per contrastare il disagio e le diseguaglianze. Con gli appuntamenti di Perugia e Terni inauguriamo una sinergia strategica di lungo periodo. La scuola umbra si conferma così il motore essenziale per far crescere cittadini sani, sicuri e inclusivi”. La responsabilità scientifica del corso è affidata a Marco Cristofori, in qualità di responsabile della struttura semplice dipartimentale Sorveglianza e Promozione della salute dell’Azienda Usl Umbria 2.  All’interno del catalogo - la cui realizzazione su base regionale è stata affidata all’Azienda Usl Umbria 2 - SSD Promozione della salute e servizio Formazione e comunicazione - dirigenti e insegnanti possono trovare percorsi strutturati e scientificamente validati per guidare gli studenti verso scelte di vita consapevoli. Le attività proposte affrontano temi cruciali: lo sviluppo delle competenze personali (life skills), la sana alimentazione, l’attività fisica e la prevenzione delle dipendenze e del disagio giovanile, solo per citarne alcuni. Coinvolgendo attivamente anche il personale scolastico e le famiglie, l’iniziativa punta a contrastare le diseguaglianze e a diffondere una cultura della salute radicata nel quotidiano. I due appuntamenti di Perugia e Terni offrono quindi alle comunità scolastiche un’importante occasione di confronto e gli strumenti operativi per attivare progetti efficaci. In questo modo, la scuola umbra si conferma un motore essenziale non solo per la formazione, ma anche per la crescita sana, sicura e inclusiva dei cittadini di domani. I focus tematici degli eventi di presentazione del catalogo regionale approfondiranno il ruolo cruciale della scuola come determinante di salute all’interno del nuovo Piano regionale di prevenzione 2026-2031. Durante i lavori verranno illustrati i progetti cardine del catalogo regionale, a partire dall’intervento sull’inclusione e la persona al centro per proseguire con la campagna di sensibilizzazione sull’educazione alle emozioni. Seguirà il modulo intitolato “Dipendo da noi” mentre la promozione dei sani stili di vita sarà affrontata nell'ambito dello spazio denominato “Nutrizionando”. Ampio risalto sarà dato alla condivisione delle buone pratiche territoriali attraverso la voce delle scuole capofila della rete, rappresentate dall’Istituto Volta e dall’Istituto Comprensivo Perugia 1 per il capoluogo, e dall’Istituto Casagrande Cesi per Terni. Seguiranno poi i racconti e le esperienze di benessere maturate direttamente sul campo da numerosi istituti umbri appartenenti alle comunità di Magione, Bastia Umbra, Norcia, Todi, Montecastrilli, Amelia, Fabro e Orvieto. Le conclusioni di entrambe le sessioni saranno infine affidate congiuntamente a Salvatore Macrì e Francesco Mezzanotte. Dal punto di vista tecnico e formativo, l’evento è inserito nel Piano unico di formazione regionale in sanità ed è accreditato ECM per i sanitari.

Lunedì 28 settembre torna Una Poltrona in Prima Fila, lo spettacolo itinerante ideato da Stefano de Majo e prodotto dall'associazione Claudio Conti, grazie al contributo della Fondazione Carit e alla collaborazione con il Cesvol, la Cittadella delle associazioni, la Comunità Incontro e Acciaio Teatro.

Due gli appuntamenti.

La Poltrona in Prima fila partirà alle 10 da Villa Giulia, il centro per anziani di vocabolo  Colmartino, a Stroncone, dove si celebrerà, con gli ospiti e il personale socio sanitario, il poeta dialettale Antonio Pecorelli,  rivisitando attraverso il teatro, la danza e la musica il grande valore sociale e satirico dei suoi versi. “Un modo per portare la cultura e l'arte nei teatri non convenzionali, dove le poltrone in prima fila sono costituite dalle sedie a rotelle, vere e proprie poltrone in prima fila che  possono offrire non solo a chi le usa, ma a tutti coloro che vorranno sedervi, un punto di vista alternativo, per vivere il disagio degli altri” spiega Stefano de Majo che si avvarrà della presenza della danzatrice e coreografa, Marika Brachettoni. Una festa nella festa: oltre a celebrare la figura del grande poeta dialettale Antonio Pecorelli, scomparso 40 anni fa, si festeggia anche il compleanno del figlio Fabio, che oggi è uno degli ospiti della struttura. “Abbiamo portato i nostri spettacoli di auto mutuo aiuto in centri per anziani, istituti per bambini e al Sim Infanzia, in piazze e vie, facendo sedere la gente comune sulla nostra poltrona in prima fila e facendo provare loro come si vive il mondo da un'altra prospettiva. Ancora una volta - dice de Majo - la vulcanica Tomassina Ponziani, chiamata Mamma Africa dai bambini ospitati nelle scuole e negli ospedali fondati dalla sua associazione in Uganda, ha saputo coniare un progetto capace di unire cultura, arte e sociale”. La seconda tappa alle 12, al monumento ai caduti del bombardamento di Terni di via Fratti: è una risposta decisa all'atto vandalico compiuto di recente alla lapide. Alle ore 12  si darà voce a quei nomi che un ignoto vandalo ha creduto di poter oltraggiare. “Un'ottava tappa che saprà volgere in energia positiva quanto di triste ci accade intorno - commenta Stefano de Majo - d’altra parte Tomassina Ponziani è la dimostrazione vivente di come una tragedia, come la perdita di un figlio, possa esser convertita in energia utile al superamento del dolore degli altri”. 


Comunicato stampa
Due importanti eventi per l’associazione San Vincenzo de’ Paoli di Terni, in occasione della festa liturgica di San Vincenzo, rinnovatore della carità nella Chiesa e nella società e fondatore di opere caritative della famiglia vincenziana. Domenica 27 settembre alle ore 19.00 sarà celebrata nella chiesa di San Gabriele in Terni la messa per tutti i vincenziani della diocesi e saranno ricordati i dieci anni di attività dell’Emporio Bimbi, la struttura inaugurata nel 2016 in via Pascoli a Terni, che offre accoglienza e servizi dedicati esclusivamente ai bambini. La celebrazione sarà preceduta dalla festa all’Emporio Bimbi dalle 16 alle 18 presso l’Emporio in via Pascoli a Terni con i bambini che frequentano la struttura. Musica, zucchero filato, palloncini e spettacolo del Mago a cura di Supermatty Animazione, da sempre al fianco dell’Emporio.

La storia dell’Emporio Bimbi

Questa struttura, diversa dai tradizionali Empori Solidali, è un po’ il biglietto da visita della San Vincenzo ternana. Il progetto interessa bambini di età compresa tra 0 e 12 anni appartenenti a famiglie di diverse nazionalità. Sono persone che vivono situazioni di difficoltà economica o altre situazioni di difficoltà esistenziale, famiglie straniere non perfettamente integrate, famiglie italiane che si sentono escluse in una società che emargina chi non ha i mezzi per sostenere un alto tenore di vita. L’ambito di azione dell’Emporio Bimbi è essenzialmente il territorio della Diocesi di Terni-Narni-Amelia nelle sue zone più depresse dove emergono differenze sociali e culturali che facilitano atti di discriminazione ed emarginazione nei confronti dei bambini più vulnerabili. Zone in cui vivono famiglie che non hanno livelli culturali, strumenti informatici e disponibilità economiche tali da sostenere il percorso scolastico dei figli.

Modi di assistenza, in riferimento alle esigenze emergenti, che hanno l’obiettivo di dare la giusta dignità e il giusto posto nella società ad ogni essere umano e fare un significativo passo verso l’inclusione dei bambini più svantaggiati. Dal 2016 ad oggi sono stati aiutati 1357 bambini, 742 famiglie appartenenti a 44 diverse nazionalità. Solo nello scorso anno sono stati aiutati 510 bambini

Obiettivi dell’Emporio Bimbi

Garantire i beni essenziali per una vita dignitosa mediante la loro distribuzione diretta. Come punto di partenza l’Emporio serve a fornire tutti quei beni essenziali che spesso mancano nelle case raggiunte nelle visite a domicilio: dagli alimentari ai pannolini, al materiale scolastico ai prodotti per l’igiene personale. In totale 6 sezioni: alimentari, igiene personale, materiale scolastico, abbigliamento, giocattoli, attrezzature per prima infanzia. La distribuzione è il punto di partenza per creare un primo approccio con le persone ed è fatta con lo stile che caratterizza il vincenziano: ascolto, comprensione, condivisione ma non è l’attività principale come si evince anche dagli arredi della struttura: non magazzini con fredde scaffalature metalliche ma spazi molto colorati che indicano i diversi settori merceologici. I beni sono immagazzinati in mobili che ricordano le camerette dei bambini, questo per dare il calore della famiglia e della casa e per mortificare il meno possibile la dignità degli utenti che invece devono sentirsi come nel migliore negozio della città. Garantendo il necessario per una vita dignitosa si può in un secondo momento iniziare a valorizzare ed apprezzare le persone per la loro ricchezza interiore, a parlare di valori diversi dal possedere. In ambito scolastico è attivo il servizio di doposcuola e di laboratori didattici e creativi che consentono ai bambini di esprimere le proprie emozioni. L'obiettivo è quello di creare una situazione stimolo per esprimere e raccontare, rielaborare i propri vissuti attraverso la creatività, per scoprire le proprie potenzialità ed acquisire sicurezza. In sintesi si cerca di dare ai frequentatori dell’Emporio le stesse opportunità dei loro compagni di scuola, offrendo gratuitamente le attività che gli altri affrontano sostenendo notevoli costi e mantenendo lo stesso livello di qualità. Combattere l’isolamento e la solitudine dei bambini attraverso eventi di festa che favoriscono l’integrazione e l’amicizia. Creare occasioni di incontro e di integrazione tra le diverse culture e condizioni sociali. Come in ogni famiglia le feste sono in occasione delle più importanti ricorrenze, Natale, carnevale, Pasqua e compleanni. Il momento più alto è la festa della Befana che vede la partecipazione di circa 400 persone tra volontari, assistiti e benefattori. Questi sono i momenti, oltre al servizio giornaliero, affidati ai giovani vincenziani, che sono i facilitatori dei rapporti con i bambini che frequentano l’emporio e sono i portavoce delle loro esigenze.

In questi anni è stata incentivata anche la raccolta dell’usato per diffondere la cultura del riciclo e della lotta agli sprechi.

Benefattori

L’attività dell’Emporio in questi anni è stata sostenuta dal concorso di tante realtà del territorio che condividono lo scopo. In particolare: Fondazione Carit, Fondazione Gualdrini, Fondazione Micheli, Diocesi di Terni-Narni-Amelia (8x1000 CEI), Banca Centro Toscana Umbria Credito Cooperativo, Cosp Tecno Service, Leo Club Terni, Sistematica SpA , Parrocchie di Stroncone e Narni Scalo, Facoltà di Economia sede di Terni, Confcommercio, Clown Vip, Assessorato al Welfare, Roma Club brigata Angelo Nulli,  Movimento 5 Stelle, Associazione Gruppo amici di Sangemini e Infioratori di Sangemini, Associazione Nazionale Sanitari, Ternana Calcio, Associazione Terni col Cuore, Associazione I Pagliacci, Associazione Luce per Terni, negozio Outlet, pizzeria Dalmazia, Arcaverde, Sant’Angelo Group, OVS, Toys Center  e tanti privati cittadini.

mercoledì 23 settembre 2026

Narni è tra i Comuni umbri più virtuosi per il minor impatto ambientale nella gestione dei rifiuti urbani. Lo certifica il premio "Waste Carbon Free", promosso da Auri in collaborazione con l'associazione Operate e che è stato consegnato al Sindaco Lorenzo Lucarelli per la qualità delle politiche dell’amministrazione nel settore ambientale. A differenza dei tradizionali indicatori legati unicamente alle percentuali di raccolta differenziata, si legge in una nota diffusa dal Comune, le nuove linee guida standardizzate valutano l’impronta carbonica complessiva generata dall’intero ciclo dei rifiuti. Il modello di calcolo, sviluppato su base dati Ispra, misura le emissioni nette di CO2 equivalente per abitante all'anno, mettendo a bilancio sia le emissioni dirette, dalla produzione domestica e commerciale fino al trasporto e allo smaltimento, sia le emissioni evitate grazie al recupero, al riciclo e al riutilizzo dei materiali. “È un premio bellissimo che ci stimola e ci spinge a fare sempre meglio come comunità”, dichiara Lucarelli. “Il nostro primo e più grande ringraziamento – aggiunge - va ai cittadini, questo riconoscimento è merito del loro impegno quotidiano. Questo premio – sottolinea poi - traccia un punto di riferimento fondamentale rispetto alle linee guida dell'impatto ambientale e dimostra che non ci si limita più a valutare la tipologia di rifiuto, ma si misura concretamente il valore reale del riuso, del riciclo e del recupero. Sapere quanta CO2 evitiamo e quale impatto lasciamo alle nuove generazioni – conclude il Sindaco - ci permette di analizzare un quadro perfettamente coerente con le direttive europee e di guidare Narni verso un'efficienza sempre più alta”. “Come amministrazione comunale stiamo portando avanti un lavoro strategico e costante al fianco di partner scientifici di primissimo piano come Ispra, Enea ed Arpa per promuovere azioni concrete, reali e sensibili sul nostro territorio”, aggiunge l’assessore all’ambiente Giovanni Rubini. “L'obiettivo – osserva l’assessore - è quello di incentivare le buone pratiche e mettere a disposizione dei cittadini servizi sempre più efficienti e accessibili per il riciclo, il riuso e il riutilizzo dei materiali. Questo riconoscimento conferma che la direzione intrapresa è quella giusta: integrare la governance ambientale con dati scientifici omogenei e misurabili – conclude Rubini - ci permette di trasformare la gestione dei rifiuti da elemento critico ad asset strategico per la transizione ecologica di Narni”. I dati raccolti e analizzati nell'ambito del premio puntano al raggiungimento di sette traguardi chiave per gli enti locali: Standardizzare i modelli di calcolo dell'impatto ambientale, confrontare le prestazioni territoriali attraverso indicatori omogenei, quantificare gli obiettivi ambientali e la riduzione delle emissioni di gas serra, ridurre l'impronta ecologica di tutto il ciclo dei rifiuti. Inoltre, efficientare i servizi di igiene e decoro urbano, monitorare e rendicontare in modo trasparente i risultati raggiunti, integrare gli indicatori di governance nelle scelte amministrative di lungo periodo. ”Il Comune di Narni – chiosano Sindaco e assessore - conferma così il proprio ruolo guida in Umbria nelle politiche di sostenibilità, coniugando tutela dell'ambiente, sviluppo economico e responsabilità sociale verso i cittadini di oggi e di domani”.

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