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venerdì 25 settembre 2026

La Conferenza provinciale sulla scuola, riunita in sala del Consiglio di Palazzo Bazzani, ha approvato all’unanimità stamattina, 25 settembre, il Piano Provinciale di dimensionamento e dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2027/2028. Il piano, come già stabilito dalle conferenze di ambito e dalla delibera di Consiglio provinciale, non prevede nuovi dimensionamenti, ossia accorpamenti di direzioni e istituti, e sancisce il mantenimento di tutti gli indirizzi, anche quelli non ancora attivati, oltre all’attivazione di tutti i corsi serali. A tale proposito la Conferenza ha dato il via libera all’istituzione di una classe primaria a tempo pieno con indirizzo “Montessori” e di un indirizzo a didattica differenziata sempre “Montessori” all’Istituto Comprensivo “Benedetto Brin” di Terni che rappresenta l'unica realtà in Umbria. La Conferenza ha anche approvato l'indirizzo Made in Italy al Liceo delle Scienze Umane “Angeloni” di Terni. “Quella di non procedere a nuovi dimensionamenti è stata sempre la linea della Provincia di Terni”, ha detto il vice Presidente Francesco Maria Ferranti aprendo i lavori e portando i saluti del Presidente Stefano Bandecchi. “La nostra Provincia – ha aggiunto - è composta da numerosi territori minori, di cui molti montani La scelta sui dimensionamenti è stata fatta soprattutto per difendere queste realtà e garantire il mantenimento dei servizi, tra cui quelli scolastici, a fronte di fenomeni penalizzanti come la decrescita demografica e lo spopolamento. La Provincia – ha concluso Ferranti – continuerà nel suo impegno concreto a sostegno del mondo della scuola e in stretto rapporto con tutte le dirigenze scolastiche”. Durante la Conferenza è intervenuto anche l’attuale reggente dell’Ufficio scolastico regionale, ambito territoriale di Terni, Fabiano Paio che ha ricordato l’impegno dell’Usr nell’affrontare tutte le problematiche attuali, tra cui quelle del personale e delle strutture. Il Piano così approvato verrà ora trasmesso alla Regione per competenza e per il varo definitivo nell’ambito del programma regionale.

Il percorso, realizzato in collaborazione con Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e Ordine nazionale dei Giornalisti, è aperto a tutti i laureati. La proroga nasce per favorire la più ampia partecipazione e consentire ai candidati di completare la documentazione richiesta. Sono prorogati al 15 ottobre 2026, alle ore 13, i termini per la presentazione delle domande di ammissione al Master di I livello in Giornalismo contemporaneo dell’Università per Stranieri di Perugia, realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e l’Ordine nazionale dei Giornalisti. La decisione è stata assunta in considerazione del periodo di rientro dalle attività estive e della necessità di consentire ai candidati di perfezionare la documentazione richiesta. Nelle ultime settimane sono infatti pervenute diverse richieste di chiarimento relative all’organizzazione didattica, agli orari e alla compatibilità del percorso con gli impegni professionali. Il Master, rivolto anche a lavoratori e professionisti, si svolgerà in modalità online, con formula part-time, nelle giornate di venerdì e lunedì. Proprio la natura del percorso, pensato per favorire la partecipazione di chi ha già impegni lavorativi, ha reso opportuna una proroga dei termini, anche alla luce del fatto che molti potenziali candidati, fino alla fine di settembre, non dispongono ancora di un quadro completo della propria programmazione lavorativa annuale. L’obiettivo è quindi quello di offrire a tutti gli interessati il tempo necessario per valutare con attenzione l’opportunità formativa e completare correttamente la procedura di candidatura. Il Master in Giornalismo contemporaneo è aperto a tutti i laureati e si propone di fornire strumenti aggiornati per comprendere e raccontare le trasformazioni del presente. Il percorso affronta temi centrali per il giornalismo e la comunicazione di oggi: transizione digitale, intelligenza artificiale, uso dei dati, relazioni internazionali, migrazioni, sostenibilità, comunicazione della scienza, cultura e spazio pubblico europeo. La proposta formativa mette in dialogo competenze accademiche e professionali, con docenti universitari e professionisti di primo livello, e si rivolge non solo a giornalisti e pubblicisti, ma anche a comunicatori, operatori dell’informazione, addetti stampa, professionisti, laureati e persone interessate ad acquisire competenze utili nella comunicazione e nella lettura critica dell’attualità. Il conseguimento del Master può inoltre consentire, a chi possiede i requisiti, l’accesso abbreviato alla laurea magistrale RICS – Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo dell’Università per Stranieri di Perugia, con il riconoscimento di 42 CFU. Il termine per la presentazione delle candidature è dunque fissato al 15 ottobre 2026, ore 13. Maggiori informazioni e modalità di iscrizione sono disponibili sul sito dell’Università per Stranieri di Perugia:

https://www.unistrapg.it/it/offerta-formativa/post-laurea/master/master-di-primo-livello-giornalismo-contemporaneo


Comunicato stampa

Nove spettacoli, da novembre a marzo, per la nuova stagione di prosa del Teatro Manini di Narni, la sesta sotto la direzione artistica di Francesco Montanari e Davide Sacco. La stagione 2026/2027 porta con sé un titolo che è insieme una domanda, un’immagine e una dichiarazione: “Le cose che ci tengono insieme”. Ci sono legami che ci sostengono, altri che ci mettono alla prova. Affetti, desideri, ricordi, conflitti, fragilità: sono le cose che ci tengono insieme e che il teatro, da sempre, prova a raccontare. Da sei anni il Teatro Manini è anche questo: un tempo condiviso, fatto di spettacoli, incontri, artisti, pubblico, attese e ritorni. Stagione dopo stagione, è cresciuto un legame che passa attraverso le storie e attraverso il tempo stesso, e che oggi diventa il punto di partenza della nuova stagione. «Abbiamo scelto di chiamare questa stagione “Le cose che ci tengono insieme”  - dichiarano i direttori Francesco Montanari e Davide Sacco - perché il teatro stesso nasce da una relazione: tra chi è sul palco e chi guarda, tra una storia e chi la ascolta, tra un luogo e la comunità che lo abita. Da sei anni attraversiamo insieme questo teatro e questo tempo. Sono passati spettacoli, artisti, stagioni, e proprio questo susseguirsi di incontri ha costruito un legame. Il tempo trascorso insieme, le storie che abbiamo condiviso, il pubblico che torna, gli artisti che abitano il palcoscenico: anche queste sono le cose che ci tengono insieme. Gli spettacoli di quest’anno raccontano relazioni diverse: persone che si cercano, si amano, si tradiscono, si allontanano, si perdono e provano a ritrovarsi. Ci sono verità che emergono e altre che restano nascoste, ma al centro ci sono sempre gli esseri umani e il loro bisogno di entrare in relazione. Fare teatro significa creare uno spazio e un tempo da condividere. Significa incontrarsi, riconoscersi, a volte anche mettersi in discussione, continuiamo allora a immaginare il Manini proprio così: come un luogo in cui stare insieme attraverso le storie, anno dopo anno. Perché forse il teatro, il tempo che vi trascorriamo e il legame che nasce da ciò che abbiamo vissuto insieme sono alcune delle cose che ancora ci tengono insieme». «Le cose che ci tengono insieme racconta bene il ruolo che il Teatro Manini ha costruito in questi anni: non solo luogo di spettacolo, ma spazio di incontro e partecipazione per la comunità. La nuova stagione conferma un percorso solido, che unisce qualità artistica, attenzione al pubblico e dialogo con la città, ampliandosi con i laboratori teatrali e i nuovi appuntamenti musicali. Come Amministrazione crediamo nel valore della cultura come strumento capace di creare legami e rafforzare il senso di appartenenza: il Manini è oggi uno dei punti di riferimento culturali di Narni e questa stagione ne conferma vitalità e capacità di guardare al futuro.»

Lorenzo Lucarelli

Sindaco di Narni



Sostenitori della stagione 26-27 sono Energy Solutions, Servizi Globali Terni, Moreno Gubbiotti srl. 



IL PROGRAMMA 


La stagione prenderà il via giovedì 19 novembre con La cena dei cretini, celeberrima commedia di Francis Veber, diretta da Massimo Chiesa e prodotta da The Kitchen Company / Dada Produzioni. Una perfetta macchina comica costruita su equivoci e continui rovesciamenti di prospettiva, nella quale diventa sempre più difficile capire chi sia davvero il “cretino” della storia. Domenica 29 novembre sarà la volta di Mercoledì delle ceneri, spettacolo scritto e diretto da Valentina Esposito con la compagnia Fort Apache Cinema Teatro. Dentro il rito collettivo del Carnevale, una comunità è costretta a confrontarsi con una storia di violenza rimossa, un racconto corale con ben 16 attori, che intreccia memoria, colpa, responsabilità e possibilità di  cambiamento. Il 20 dicembre arriva Tradimenti di Harold Pinter, con Laura Cravedi, Giacomo Pressi e Francesco Santarelli e la regia di Pierpaolo Sepe. Una relazione clandestina viene raccontata a ritroso, dalla sua fine fino al principio, trasformando il triangolo amoroso in una raffinata indagine sul tempo, sulla memoria e su tutto ciò che, nelle relazioni, scegliamo di dire o di nascondere. Il nuovo anno si apre l’11 gennaio con Closer di Patrick Marber, con Paolo Kessisoglu, Roberta Caronia, Alessandro Averone e Yeva Sai, per la regia di Fabrizio Coniglio. Quattro persone si incontrano, si desiderano, si amano e si tradiscono in uno dei testi più lucidi e spietati sulle relazioni contemporanee, dove il bisogno di verità finisce spesso per confondersi con quello di possedere l’altro.

Il 7 febbraio sarà protagonista Francesco Scianna, interprete e regista di Hospitality Suite di Roger Rueff, insieme a Sergio Romano, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano. Tre uomini chiusi in una stanza d’albergo attendono un cliente decisivo per il loro lavoro: quello che nasce come un incontro professionale diventa progressivamente un confronto sull’ambizione, sul successo, sulle scelte e sulla responsabilità individuale.

Il 23 febbraio il Manini ospiterà 23 ore e mezza di Carey Crim, con Giorgio Marchesi, Deniz Ozdogan, Elisa Lucarelli, Tommaso Bernabeo e Mattia Giordani Tozzi, per la regia di Davide Sacco. 

Un uomo torna a casa dopo una condanna e la moglie continua a credere nella sua innocenza. Per ventitré ore e mezza al giorno. Nell’altra mezz’ora, però, il dubbio entra nella loro vita e mette in discussione tutto ciò che credevano di sapere l’uno dell’altra. Pochi giorni dopo, il 27 febbraio, andrà in scena Lettera di una sconosciuta, da Stefan Zweig, testo e regia di Davide Sacco, con Giordana Faggiano. Una produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, LVF e Teatro Manini di Narni. La lettera di una donna che ha trascorso l’intera esistenza amando un uomo senza essere mai davvero riconosciuta diventa una riflessione intima sul desiderio, sulla memoria e sul bisogno profondo di essere visti. Il 6 marzo sarà la volta di Coppia aperta quasi spalancata di Dario Fo e Franca Rame, con Chiara Francini e Alessandro Federico, per la regia di Alessandro Tedeschi. Una commedia feroce e irresistibile sui rapporti di coppia, sulla libertà, sull’emancipazione e sui doppi standard che regolano troppo spesso le relazioni tra uomini e donne. A chiudere la stagione, il 25 marzo, sarà Misurare il salto delle rane di Carrozzeria Orfeo, scritto da Gabriele Di Luca, con Elsa Bossi, Noemi Apuzzo e Chiara Stoppa, per la regia di Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti. 

Tre donne, tre generazioni e una ferita che arriva dal passato si incontrano in un piccolo paese sospeso tra lago e palude. Un racconto tragicomico di dolore, violenza, resistenza e possibilità di rinascita. Il programma e i crediti essenziali dei nove spettacoli sono quelli riportati anche nel materiale grafico ufficiale della nuova stagione.

NON SOLO STAGIONE: IL MANINI COME LUOGO DELLA CITTÀ

Accanto alla stagione di prosa, il Teatro Manini continuerà a sviluppare quelle attività che negli anni sono diventate parte integrante della sua identità. A partire dai laboratori teatrali affidati a Elisa Gabrielli, ormai un appuntamento stabile e un vero presidio di formazione e partecipazione per bambini, ragazzi e adulti. Il nuovo anno di attività sarà presentato con l’Open Day del 7 ottobre, occasione per conoscere i percorsi e il lavoro che accompagnerà i partecipanti durante tutta la stagione. La principale novità del 2026/2027 sarà invece l’ingresso della musica con “Narni Suona”, un nuovo ciclo di appuntamenti affidato alla Temporary Band, pensato come un viaggio attraverso repertori, autori e immaginari musicali molto diversi tra loro. Il primo appuntamento sarà il 23 ottobre 2026 con Narni Suona Buena Vista Social Club, seguito il 18 dicembre da Narni Suona Walt Disney. Nel nuovo anno, l’8 gennaio 2027 sarà dedicato a Lucio Battisti, il 19 febbraio a Whitney Houston, mentre il ciclo si concluderà il 12 marzo con Narni Suona Ennio Morricone.

EVENTI SPECIALI

La programmazione del Manini si arricchisce inoltre di due eventi speciali.

Il 17 dicembre 2026 il Teatro Manini ospiterà A Christmas Carol, spettacolo in lingua inglese, liberamente ispirato al celebre Canto di Natale di Charles Dickens. Con Carlo Amedeo Capitanelli, Enrico De Meo, Oliver Page, Valentina Renzulli e Silvia Zora, adattamento del testo a cura di Oliver Page, luci di Pino Bernabei e regia di Beatrice Ripoli, lo spettacolo è una produzione Fontemaggiore / Scuola d’Inglese Help. Il 20 febbraio 2027 arriverà invece al Manini Il Palcoscenico della Legalità con Se dicessimo la verità, nato da un’idea di Giulia Minoli, con la drammaturgia di Emanuela Giordano e Giulia Minoli e la regia di Emanuela Giordano. Parte integrante del progetto di CCO – Crisi Come Opportunità, lo spettacolo nasce da un lungo lavoro di ricerca sul tema delle mafie e della criminalità organizzata e porta in scena storie di resistenza, responsabilità e coraggio civile, mettendo al centro, nella nuova versione, anche le voci di donne che hanno scelto di opporsi alla violenza e all’omertà.

IL TEATRO PER LE SCUOLE

Continua anche l’attenzione del Teatro Manini verso le nuove generazioni, con una serie di pomeridiane dedicate alle scuole, pensate per avvicinare ragazze e ragazzi al teatro attraverso linguaggi e temi differenti. Il 30 novembre 2026 sarà proposta una replica di Mercoledì delle ceneri di Fort Apache Cinema Teatro; il 26 febbraio 2027 sarà la volta di Lettera di una sconosciuta, da Stefan Zweig, con Giordana Faggiano e la regia di Davide Sacco.

L’ultimo appuntamento sarà l’11 marzo 2027 con Electric Dream – Alessandro Volta e la straordinaria avventura della pila, spettacolo di teatro di narrazione interpretato da Flavio Albanese, con drammaturgia di Roberto Scarpetti e regia di Marinella Anaclerio. Attraverso la vita, le intuizioni e le invenzioni di Alessandro Volta, lo spettacolo trasforma il palcoscenico in un laboratorio di scoperta, avvicinando i ragazzi al metodo scientifico e raccontando la curiosità, l’ingegno e il desiderio di comprendere il mondo che hanno guidato uno dei grandi protagonisti della storia della scienza.

I SOSTENITORI DELLA STAGIONE

Anche per la stagione 2026/2027 il Teatro Manini può contare sul sostegno di realtà che, con continuità e attenzione, scelgono di accompagnarne il progetto culturale. I sostenitori della nuova stagione sono Energy Solutions, Servizi Globali Terni e Moreno Gubbiotti srl, aziende che confermano la propria vicinanza al Teatro e al suo ruolo nel territorio. Un supporto prezioso, che contribuisce a rendere possibile una programmazione capace di unire qualità artistica, partecipazione e apertura alla comunità.


L'iniziativa, organizzata dal Comitato Italiano Paralimpico Umbria, nell'ambito dell'accordo quadro nazionale Cip - Inail, ha visto la partecipazione di molte persone seguite dall'Inail a seguito di infortunio sul lavoro. Queste ultime sono state condotte attraverso un percorso multidisciplinare finalizzato all'avviamento e la promozione nelle discipline sportive del nuoto, bocce, tiro con l'arco, apnea sportiva e calcio balilla, attraverso la guida esperta di tecnici paralimpici che hanno illustrato ai partecipanti le grandi potenzialità che lo sport può rappresentare per il percorso riabilitativo e per la pratica sportiva agonistica. "Oggi siamo a Terni alle Piscine dello Stadio dove, con le discipline di nuoto, apnea sportiva paralimpica, bocce, tiro con l'arco e calcio balilla, gli assistiti Inail che aderiscono al progetto sport in virtù dell'accordo quadro siglato tra Cip e Inail, sperimentano le discipline sportive che vengono proposte - spiega Marco Peciarolo, presidente del Cip Umbria.
A seguito di un percorso che porta le stesse persone a sperimentare non solo sport ma anche socialità e soprattutto la possibilità di avere delle risposte anche in termini di attività motoria, proprio grazie a queste opportunità che il Comitato Italiano Paralimpico mette in campo. Inail, attraverso l'accordo quadro, mette a disposizione le attività sportive da svolgere all'interno delle realtà sportive affiliate alle Federazioni Sportive Paralimpiche e al Comitato Italiano Paralimpico, e questo tipo di attività è propedeutica per alcuni anche per poter iniziare a svolgere un'attività di tipo agonistico, dove possono sicuramente dimostrare quelle che sono le loro capacità e le loro competenze. Credo che questo tipo di collaborazione stia fornendo dei risultati molto importanti. Per questo ringrazio la Direzione Regionale, il Dott. Pastorelli, Direttore Regionale Inail Umbria, per la vicinanza che l'Istituto mette non solo al Comitato Paralimpico ma a tutti gli assistiti che appunto iniziano a praticare un'attività sportiva". Paolo Righetti, assistente sociale di Inail Terni e Orvieto conclude: "Siamo qui riuniti in un'iniziativa del Comitato Paralimpico e Inail, un open day per permettere alle persone di provare determinati sport che possono essere adatti a qualunque tipo di funzionalità. Una manifestazione che come sempre permette alle persone di riconoscersi, di conoscersi e di vedere quanto, al di là delle differenze individuali, le persone siano tutte uguali e possano ritrovarsi dei valori nella pratica dello sport".


Un patrimonio documentario in gran parte inedito, recuperato attraverso un anno di ricerche negli archivi e nelle biblioteche umbre, per raccontare come le città della regione abbiano custodito e rinnovato nel tempo la memoria di san Francesco. È “Creature umbre. Le città di Francesco, le città per Francesco nei secoli dei Centenari 1882, 1926-27, 1981-82”, la mostra allestita a Palazzo Donini, a Perugia, che è stata presentata oggi alla stampa e che sarà inaugurata domani mattina alle 11.30.  
All’anteprima sono intervenuti la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e i curatori Mario Squadroni e Maurizio Terzetti, che hanno illustrato il percorso e il lavoro di ricerca alla base dell’esposizione. La mostra, promossa e organizzata dalla Regione Umbria in collaborazione con Sviluppumbria, è realizzata anche con la collaborazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria, degli Archivi di Stato di Perugia e Terni, della Biblioteca Augusta del Comune di Perugia. L’esposizione è allestita al piano terra di Palazzo Donini attraverso grandi pannelli che accompagnano il visitatore lungo otto secoli di storia umbra, dalle suggestioni dantesche fino alle celebrazioni dei tre grandi Centenari francescani del 1882, del 1926-27 e del 1981-82. Al centro del lavoro dei curatori c’è stata la volontà di riportare alla luce il patrimonio conservato negli archivi e di verificare, attraverso le fonti, quanto fosse ampia la partecipazione delle città umbre alle diverse stagioni delle celebrazioni. “Abbiamo voluto valorizzare il contenuto degli archivi che conservano documenti preziosissimi ma sconosciuti al grande pubblico”, ha spiegato Mario Squadroni, sottolineando il lavoro svolto insieme agli archivisti e ai bibliotecari degli istituti coinvolti.
La ricerca, hanno raccontato i curatori della mostra, è partita dalle principali città legate alla tradizione francescana e si è poi allargata all’intero territorio regionale. Assisi e Gubbio hanno costituito un primo punto di partenza, dunque, ma le carte hanno mostrato una partecipazione molto più ampia: Perugia, Cannara, Foligno, Orvieto, Spoleto, Città di Castello, Todi e altri centri sono presenti attraverso documenti relativi a iniziative, comitati, processioni, mostre, conferenze e pubblicazioni. La ricerca ha così restituito una trama diffusa della memoria francescana, nella quale le diverse comunità umbre hanno trovato forme proprie per ricordare San Francesco in occasione dei Centenari. A scandire le tre principali stagioni delle celebrazioni sono anche tre figure che, in epoche diverse, hanno rappresentato un punto di riferimento per il rapporto tra San Francesco e le città umbre: Antonio Cristofani per Assisi nel 1882, Arnaldo Fortini per il 1926 e Roberto Abbondanza per il 1982. Tre figure che permettono di leggere attraverso persone, luoghi e documenti l’evoluzione di una memoria francescana che da Assisi si estende progressivamente all’intero territorio regionale. Un elemento che la ricerca dei curatori ha permesso di mettere a fuoco è anche la storia dei Centenari non celebrati. Nel 1826 ricorreva il sesto centenario della morte di san Francesco, ma quella ricorrenza non fu oggetto di celebrazioni pubbliche: la consuetudine dei Centenari francescani sarebbe maturata solo più avanti. Pochi anni prima, nel 1818, era stato ritrovato il corpo del Santo, dopo un lungo percorso di ricerche e di discussione delle tradizioni legate alla sua sepoltura. La mostra documenta questa vicenda anche attraverso una dissertazione di padre Lipsin, custode e bibliotecario del Sacro Convento, e altre testimonianze relative al ritrovamento e alla successiva sistemazione della tomba. È nel secondo Ottocento che la celebrazione pubblica della memoria francescana comincia progressivamente a consolidarsi, fino al 1882, indicato dai curatori come il primo Centenario ufficiale. Proprio questo passaggio consente di leggere il 1882 non come un episodio isolato, ma come l’avvio della stagione dei grandi Centenari che la mostra ricostruisce attraverso le fonti d'archivio. Il 1926 rappresenta una stagione di grande partecipazione, nella quale Assisi assume un ruolo particolarmente forte ma anche le altre città umbre si muovono attorno alla ricorrenza; nel 1982, invece, la Regione assume un ruolo di coordinamento e dà alle iniziative una dimensione istituzionale regionale. Per il 1926 i curatori hanno scelto di parlare di un “cantico delle città umbre”, proprio per sottolineare la coralità di quella stagione. “Nel ’26 c’è stato un movimento implicito, una suggestione spontanea che ha avuto un forte effetto”, ha spiegato Terzetti. Nell’82, invece, “questa coralità quasi spontanea è diventato un impegno istituzionale della Regione, con il coinvolgimento diretto del Comitato regionale per il Centenario francescano”. Particolarmente significativo è il patrimonio documentario relativo a quest’ultima fase. Le carte del Comitato, riordinate e inventariate, hanno permesso di ricostruire l’attività svolta per organizzare le celebrazioni e coinvolgere progressivamente enti umbri e altre regioni italiane. Tra le iniziative realizzate nel 1982, ad esempio, ci furono cinque mostre a Perugia, Assisi, Narni, Gubbio e Todi, dedicate a opere d’arte, monumenti, codici, libri e incunaboli. Particolare rilievo hanno alcuni manifesti delle celebrazioni, tra cui quello del 1882, un originale alto circa due metri e mezzo, articolato in tre parti e sottoposto a un importante intervento di restauro. I documenti destinati all’esposizione sono stati restaurati dal laboratorio di restauro dell’Archivio di Stato, consentendo di recuperare anche materiali di grande formato che presentavano piegature e deterioramenti. Tra le testimonianze più particolari individuate nel corso della ricerca c’è il libro d’ore riemerso da Campello sul Clitunno, che conserva due preghiere manoscritte a san Francesco, una delle quali attribuita a Bonaventura da Bagnoregio. Nel percorso questo documento viene accostato alla più ampia tradizione letteraria legata alla figura del Santo e alle testimonianze che, nei secoli, hanno contribuito a costruirne la memoria. La mostra propone una selezione curata del patrimonio emerso dalla ricerca, ma il lavoro proseguirà con la pubblicazione del catalogo scientifico, previsto tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, che permetterà di raccogliere anche una parte dei materiali emersi dalla ricerca e non inseriti nel percorso espositivo. 

Informazioni per la visita 

La mostra “Creature umbre. Le città di Francesco, le città per Francesco nei secoli dei Centenari 1882, 1926-27, 1981-82” sarà inaugurata domani, sabato 26 settembre, alle 11.30 a Palazzo Donini e resterà aperta fino al 10 gennaio 2027. È visitabile il giovedì e il venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 13. Il sabato mattina, in date selezionate, per i gruppi sarà possibile prenotare una visita guidata gratuita condotta dai curatori.


Nuova inaugurazione CAU - Cantiere di Arti Urbane, il progetto di Tempus Vitae. In programma domani, sabato 26 settembre, alle 17, il taglio del nastro della mostra "Questo mio nome non mi è nuovo". In mostra le opere di Giancarlo Galeotti è un architetto, scultore e incisore di Massa Marittima (Grosseto), un artista fuori tempo. La personale di Giancarlo Galeotti proposta pochi mesi fa al Palazzo del Debbio, a Massa Marittima, approda a Terni  in una versione riveduta a misura dello scenario offerto dalla Sala Apollo e Dafne di Palazzo Carrara affrescata a metà del ‘600 da Girolamo Troppa. E’ curata da Sandro Petri e Franco Profili e fino al 17 ottobre sarà aperta il venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 19 e 30.

Il SuniaFest prende il via oggi pomeriggio e per due giorni animerà piazza della Pace, dove ha sede la Cittadella delle associazioni. Nell’ambito del festival organizzato dal Sindacato degli inquilini insieme alla Cgil di Terni ci sarà la sfilata “L’abito racconta: un viaggio attraverso abiti, colori, culture e tradizioni dei popoli”. L’evento domani, sabato 26 settembre, alle 17, a cura della Cittadella delle associazioni di piazza della Pace, consentirà di conoscere le tante comunità straniere e le associazioni che ogni giorno, col coordinamento del Cesvol e grazie all’intesa con Ater Umbria, si alternano per garantire attività volte all’inclusione e alla socialità. La sfilata “L’abito racconta” sarà una vetrina per i tanti volontari arrivati da varie parti del mondo che a Terni vivono, lavorano e s’impegnano nella Cittadella per sostenere gli stranieri che sono giunti in città di recente fornendo una serie servizi di servizi gratuiti.

giovedì 24 settembre 2026

Il mondo della sanità e quello dell’istruzione si uniscono in Umbria per dare vita a una sinergia strategica interamente dedicata al benessere delle giovani generazioni. Nelle mattinate del 29 e del 30 settembre 2026, dalle 8.30 alle 13.30, verranno ufficialmente presentate le linee guida del nuovo Catalogo Regionale 2026-2027 intitolato “Scuole che promuovono salute”. Lo strumento, concepito in stretta collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e le Aziende sanitarie Umbria 1 e Umbria 2, punta a trasmettere a dirigenti e docenti le competenze necessarie per trasformare gli istituti in contesti orientati al benessere organizzativo, sociale e relazionale. La due giorni di eventi sul territorio si svilupperà in due tappe consecutive, partendo martedì 29 settembre a Perugia presso la sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni in Piazza Italia, per poi spostarsi mercoledì 30 settembre a Terni nella sala Conferenze di ARPA Umbria in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. All’iniziativa prenderanno parte le massime autorità istituzionali e tecniche della regione, tra cui la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la presidente del Consiglio regionale Sarah Bistocchi, l’assessore regionale Fabio Barcaioli, la direttrice Salute e Welfare Daniela Donetti e il dirigente responsabile del servizio Salute umana, animale e dell’ecosistema Salvatore Macrì. Accanto a loro interverranno i vertici delle Aziende sanitarie locali, i dirigenti dell’Ufficio scolastico regionale, le direzioni didattiche, i docenti e i professionisti delle Aziende sanitarie. “Il lancio del nuovo catalogo regionale - spiega la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti - rappresenta un passo fondamentale per il futuro dei nostri giovani. Unendo le forze tra il mondo della sanità e quello dell’istruzione, l’Umbria si pone all’avanguardia nella promozione del benessere organizzativo, sociale e relazionale all’interno delle nostre scuole. Attraverso percorsi scientificamente validati su temi cruciali come l’educazione emotiva e i sani stili di vita, diamo a docenti e famiglie gli strumenti per contrastare il disagio e le diseguaglianze. Con gli appuntamenti di Perugia e Terni inauguriamo una sinergia strategica di lungo periodo. La scuola umbra si conferma così il motore essenziale per far crescere cittadini sani, sicuri e inclusivi”. La responsabilità scientifica del corso è affidata a Marco Cristofori, in qualità di responsabile della struttura semplice dipartimentale Sorveglianza e Promozione della salute dell’Azienda Usl Umbria 2.  All’interno del catalogo - la cui realizzazione su base regionale è stata affidata all’Azienda Usl Umbria 2 - SSD Promozione della salute e servizio Formazione e comunicazione - dirigenti e insegnanti possono trovare percorsi strutturati e scientificamente validati per guidare gli studenti verso scelte di vita consapevoli. Le attività proposte affrontano temi cruciali: lo sviluppo delle competenze personali (life skills), la sana alimentazione, l’attività fisica e la prevenzione delle dipendenze e del disagio giovanile, solo per citarne alcuni. Coinvolgendo attivamente anche il personale scolastico e le famiglie, l’iniziativa punta a contrastare le diseguaglianze e a diffondere una cultura della salute radicata nel quotidiano. I due appuntamenti di Perugia e Terni offrono quindi alle comunità scolastiche un’importante occasione di confronto e gli strumenti operativi per attivare progetti efficaci. In questo modo, la scuola umbra si conferma un motore essenziale non solo per la formazione, ma anche per la crescita sana, sicura e inclusiva dei cittadini di domani. I focus tematici degli eventi di presentazione del catalogo regionale approfondiranno il ruolo cruciale della scuola come determinante di salute all’interno del nuovo Piano regionale di prevenzione 2026-2031. Durante i lavori verranno illustrati i progetti cardine del catalogo regionale, a partire dall’intervento sull’inclusione e la persona al centro per proseguire con la campagna di sensibilizzazione sull’educazione alle emozioni. Seguirà il modulo intitolato “Dipendo da noi” mentre la promozione dei sani stili di vita sarà affrontata nell'ambito dello spazio denominato “Nutrizionando”. Ampio risalto sarà dato alla condivisione delle buone pratiche territoriali attraverso la voce delle scuole capofila della rete, rappresentate dall’Istituto Volta e dall’Istituto Comprensivo Perugia 1 per il capoluogo, e dall’Istituto Casagrande Cesi per Terni. Seguiranno poi i racconti e le esperienze di benessere maturate direttamente sul campo da numerosi istituti umbri appartenenti alle comunità di Magione, Bastia Umbra, Norcia, Todi, Montecastrilli, Amelia, Fabro e Orvieto. Le conclusioni di entrambe le sessioni saranno infine affidate congiuntamente a Salvatore Macrì e Francesco Mezzanotte. Dal punto di vista tecnico e formativo, l’evento è inserito nel Piano unico di formazione regionale in sanità ed è accreditato ECM per i sanitari.

Lunedì 28 settembre torna Una Poltrona in Prima Fila, lo spettacolo itinerante ideato da Stefano de Majo e prodotto dall'associazione Claudio Conti, grazie al contributo della Fondazione Carit e alla collaborazione con il Cesvol, la Cittadella delle associazioni, la Comunità Incontro e Acciaio Teatro.

Due gli appuntamenti.

La Poltrona in Prima fila partirà alle 10 da Villa Giulia, il centro per anziani di vocabolo  Colmartino, a Stroncone, dove si celebrerà, con gli ospiti e il personale socio sanitario, il poeta dialettale Antonio Pecorelli,  rivisitando attraverso il teatro, la danza e la musica il grande valore sociale e satirico dei suoi versi. “Un modo per portare la cultura e l'arte nei teatri non convenzionali, dove le poltrone in prima fila sono costituite dalle sedie a rotelle, vere e proprie poltrone in prima fila che  possono offrire non solo a chi le usa, ma a tutti coloro che vorranno sedervi, un punto di vista alternativo, per vivere il disagio degli altri” spiega Stefano de Majo che si avvarrà della presenza della danzatrice e coreografa, Marika Brachettoni. Una festa nella festa: oltre a celebrare la figura del grande poeta dialettale Antonio Pecorelli, scomparso 40 anni fa, si festeggia anche il compleanno del figlio Fabio, che oggi è uno degli ospiti della struttura. “Abbiamo portato i nostri spettacoli di auto mutuo aiuto in centri per anziani, istituti per bambini e al Sim Infanzia, in piazze e vie, facendo sedere la gente comune sulla nostra poltrona in prima fila e facendo provare loro come si vive il mondo da un'altra prospettiva. Ancora una volta - dice de Majo - la vulcanica Tomassina Ponziani, chiamata Mamma Africa dai bambini ospitati nelle scuole e negli ospedali fondati dalla sua associazione in Uganda, ha saputo coniare un progetto capace di unire cultura, arte e sociale”. La seconda tappa alle 12, al monumento ai caduti del bombardamento di Terni di via Fratti: è una risposta decisa all'atto vandalico compiuto di recente alla lapide. Alle ore 12  si darà voce a quei nomi che un ignoto vandalo ha creduto di poter oltraggiare. “Un'ottava tappa che saprà volgere in energia positiva quanto di triste ci accade intorno - commenta Stefano de Majo - d’altra parte Tomassina Ponziani è la dimostrazione vivente di come una tragedia, come la perdita di un figlio, possa esser convertita in energia utile al superamento del dolore degli altri”. 


Comunicato stampa
Due importanti eventi per l’associazione San Vincenzo de’ Paoli di Terni, in occasione della festa liturgica di San Vincenzo, rinnovatore della carità nella Chiesa e nella società e fondatore di opere caritative della famiglia vincenziana. Domenica 27 settembre alle ore 19.00 sarà celebrata nella chiesa di San Gabriele in Terni la messa per tutti i vincenziani della diocesi e saranno ricordati i dieci anni di attività dell’Emporio Bimbi, la struttura inaugurata nel 2016 in via Pascoli a Terni, che offre accoglienza e servizi dedicati esclusivamente ai bambini. La celebrazione sarà preceduta dalla festa all’Emporio Bimbi dalle 16 alle 18 presso l’Emporio in via Pascoli a Terni con i bambini che frequentano la struttura. Musica, zucchero filato, palloncini e spettacolo del Mago a cura di Supermatty Animazione, da sempre al fianco dell’Emporio.

La storia dell’Emporio Bimbi

Questa struttura, diversa dai tradizionali Empori Solidali, è un po’ il biglietto da visita della San Vincenzo ternana. Il progetto interessa bambini di età compresa tra 0 e 12 anni appartenenti a famiglie di diverse nazionalità. Sono persone che vivono situazioni di difficoltà economica o altre situazioni di difficoltà esistenziale, famiglie straniere non perfettamente integrate, famiglie italiane che si sentono escluse in una società che emargina chi non ha i mezzi per sostenere un alto tenore di vita. L’ambito di azione dell’Emporio Bimbi è essenzialmente il territorio della Diocesi di Terni-Narni-Amelia nelle sue zone più depresse dove emergono differenze sociali e culturali che facilitano atti di discriminazione ed emarginazione nei confronti dei bambini più vulnerabili. Zone in cui vivono famiglie che non hanno livelli culturali, strumenti informatici e disponibilità economiche tali da sostenere il percorso scolastico dei figli.

Modi di assistenza, in riferimento alle esigenze emergenti, che hanno l’obiettivo di dare la giusta dignità e il giusto posto nella società ad ogni essere umano e fare un significativo passo verso l’inclusione dei bambini più svantaggiati. Dal 2016 ad oggi sono stati aiutati 1357 bambini, 742 famiglie appartenenti a 44 diverse nazionalità. Solo nello scorso anno sono stati aiutati 510 bambini

Obiettivi dell’Emporio Bimbi

Garantire i beni essenziali per una vita dignitosa mediante la loro distribuzione diretta. Come punto di partenza l’Emporio serve a fornire tutti quei beni essenziali che spesso mancano nelle case raggiunte nelle visite a domicilio: dagli alimentari ai pannolini, al materiale scolastico ai prodotti per l’igiene personale. In totale 6 sezioni: alimentari, igiene personale, materiale scolastico, abbigliamento, giocattoli, attrezzature per prima infanzia. La distribuzione è il punto di partenza per creare un primo approccio con le persone ed è fatta con lo stile che caratterizza il vincenziano: ascolto, comprensione, condivisione ma non è l’attività principale come si evince anche dagli arredi della struttura: non magazzini con fredde scaffalature metalliche ma spazi molto colorati che indicano i diversi settori merceologici. I beni sono immagazzinati in mobili che ricordano le camerette dei bambini, questo per dare il calore della famiglia e della casa e per mortificare il meno possibile la dignità degli utenti che invece devono sentirsi come nel migliore negozio della città. Garantendo il necessario per una vita dignitosa si può in un secondo momento iniziare a valorizzare ed apprezzare le persone per la loro ricchezza interiore, a parlare di valori diversi dal possedere. In ambito scolastico è attivo il servizio di doposcuola e di laboratori didattici e creativi che consentono ai bambini di esprimere le proprie emozioni. L'obiettivo è quello di creare una situazione stimolo per esprimere e raccontare, rielaborare i propri vissuti attraverso la creatività, per scoprire le proprie potenzialità ed acquisire sicurezza. In sintesi si cerca di dare ai frequentatori dell’Emporio le stesse opportunità dei loro compagni di scuola, offrendo gratuitamente le attività che gli altri affrontano sostenendo notevoli costi e mantenendo lo stesso livello di qualità. Combattere l’isolamento e la solitudine dei bambini attraverso eventi di festa che favoriscono l’integrazione e l’amicizia. Creare occasioni di incontro e di integrazione tra le diverse culture e condizioni sociali. Come in ogni famiglia le feste sono in occasione delle più importanti ricorrenze, Natale, carnevale, Pasqua e compleanni. Il momento più alto è la festa della Befana che vede la partecipazione di circa 400 persone tra volontari, assistiti e benefattori. Questi sono i momenti, oltre al servizio giornaliero, affidati ai giovani vincenziani, che sono i facilitatori dei rapporti con i bambini che frequentano l’emporio e sono i portavoce delle loro esigenze.

In questi anni è stata incentivata anche la raccolta dell’usato per diffondere la cultura del riciclo e della lotta agli sprechi.

Benefattori

L’attività dell’Emporio in questi anni è stata sostenuta dal concorso di tante realtà del territorio che condividono lo scopo. In particolare: Fondazione Carit, Fondazione Gualdrini, Fondazione Micheli, Diocesi di Terni-Narni-Amelia (8x1000 CEI), Banca Centro Toscana Umbria Credito Cooperativo, Cosp Tecno Service, Leo Club Terni, Sistematica SpA , Parrocchie di Stroncone e Narni Scalo, Facoltà di Economia sede di Terni, Confcommercio, Clown Vip, Assessorato al Welfare, Roma Club brigata Angelo Nulli,  Movimento 5 Stelle, Associazione Gruppo amici di Sangemini e Infioratori di Sangemini, Associazione Nazionale Sanitari, Ternana Calcio, Associazione Terni col Cuore, Associazione I Pagliacci, Associazione Luce per Terni, negozio Outlet, pizzeria Dalmazia, Arcaverde, Sant’Angelo Group, OVS, Toys Center  e tanti privati cittadini.

mercoledì 23 settembre 2026

Narni è tra i Comuni umbri più virtuosi per il minor impatto ambientale nella gestione dei rifiuti urbani. Lo certifica il premio "Waste Carbon Free", promosso da Auri in collaborazione con l'associazione Operate e che è stato consegnato al Sindaco Lorenzo Lucarelli per la qualità delle politiche dell’amministrazione nel settore ambientale. A differenza dei tradizionali indicatori legati unicamente alle percentuali di raccolta differenziata, si legge in una nota diffusa dal Comune, le nuove linee guida standardizzate valutano l’impronta carbonica complessiva generata dall’intero ciclo dei rifiuti. Il modello di calcolo, sviluppato su base dati Ispra, misura le emissioni nette di CO2 equivalente per abitante all'anno, mettendo a bilancio sia le emissioni dirette, dalla produzione domestica e commerciale fino al trasporto e allo smaltimento, sia le emissioni evitate grazie al recupero, al riciclo e al riutilizzo dei materiali. “È un premio bellissimo che ci stimola e ci spinge a fare sempre meglio come comunità”, dichiara Lucarelli. “Il nostro primo e più grande ringraziamento – aggiunge - va ai cittadini, questo riconoscimento è merito del loro impegno quotidiano. Questo premio – sottolinea poi - traccia un punto di riferimento fondamentale rispetto alle linee guida dell'impatto ambientale e dimostra che non ci si limita più a valutare la tipologia di rifiuto, ma si misura concretamente il valore reale del riuso, del riciclo e del recupero. Sapere quanta CO2 evitiamo e quale impatto lasciamo alle nuove generazioni – conclude il Sindaco - ci permette di analizzare un quadro perfettamente coerente con le direttive europee e di guidare Narni verso un'efficienza sempre più alta”. “Come amministrazione comunale stiamo portando avanti un lavoro strategico e costante al fianco di partner scientifici di primissimo piano come Ispra, Enea ed Arpa per promuovere azioni concrete, reali e sensibili sul nostro territorio”, aggiunge l’assessore all’ambiente Giovanni Rubini. “L'obiettivo – osserva l’assessore - è quello di incentivare le buone pratiche e mettere a disposizione dei cittadini servizi sempre più efficienti e accessibili per il riciclo, il riuso e il riutilizzo dei materiali. Questo riconoscimento conferma che la direzione intrapresa è quella giusta: integrare la governance ambientale con dati scientifici omogenei e misurabili – conclude Rubini - ci permette di trasformare la gestione dei rifiuti da elemento critico ad asset strategico per la transizione ecologica di Narni”. I dati raccolti e analizzati nell'ambito del premio puntano al raggiungimento di sette traguardi chiave per gli enti locali: Standardizzare i modelli di calcolo dell'impatto ambientale, confrontare le prestazioni territoriali attraverso indicatori omogenei, quantificare gli obiettivi ambientali e la riduzione delle emissioni di gas serra, ridurre l'impronta ecologica di tutto il ciclo dei rifiuti. Inoltre, efficientare i servizi di igiene e decoro urbano, monitorare e rendicontare in modo trasparente i risultati raggiunti, integrare gli indicatori di governance nelle scelte amministrative di lungo periodo. ”Il Comune di Narni – chiosano Sindaco e assessore - conferma così il proprio ruolo guida in Umbria nelle politiche di sostenibilità, coniugando tutela dell'ambiente, sviluppo economico e responsabilità sociale verso i cittadini di oggi e di domani”.

È stato presentato questa mattina dall’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti e dall’amministratrice unica di Arpal, Tiziana Ciprini - negli spazi che ne faranno da cornice - il programma dell’Umbria Lavoro Fest, l’evento regionale dedicato all’occupazione promosso dalla Regione Umbria e da ARPAL Umbria nell’ambito delle politiche di coesione del Programma regionale FSE+ 2021-2027. L’evento, in programma l’1 e il 2 ottobre presso il Centro Direzionale 'Il Tulipano' di Terni, si presenta con un claim che ne sintetizza lo spirito: “Partecipa ai colloqui di lavoro, scopri le aziende, ascolta gli esperti, incontra le istituzioni”. La manifestazione si aprirà con l’inaugurazione ufficiale dei nuovi spazi del Centro per l’Impiego di Terni, appena ultimati all’interno de ‘Il Tulipano’ grazie ai fondi del Pnrr. Al taglio del nastro sarà presente la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che darà anche il via ai lavori del tavolo strategico 'Lavoro, sviluppo, giovani: verso Umbria 2030', un momento cruciale in cui istituzioni, sindacati e associazioni datoriali tracceranno le linee guida del futuro economico umbro. La due giorni sarà animata da un programma pensato per rispondere alle esigenze di ogni categoria professionale con un taglio particolarmente rivolto ai giovani. Ogni convegno (nella Sala 'Santoloci') sarà a cura dell’assessore di riferimento con il cardine della trasversalità rispetto ai temi del lavoro: Cultura e Creatività, il vicepresidente della Regione Tommaso Bori guiderà il panel dedicato alla nuova legge regionale, tra tutele per i lavoratori e opportunità per le imprese creative; Transizione Ecologica, l’assessore Thomas De Luca condurrà il confronto sull’economia green, le nuove filiere del lavoro a Terni e le competenze del futuro; Agricoltura e Legalità, sarà l’assessora Simona Meloni a presiedere i lavori su sviluppo rurale, lavoro agricolo e strumenti di lotta al caporalato; Giovani e Formazione, un panel dedicato al progetto di Pentima e alla formazione professionale con Università, ITS e IFTS, con la partecipazione dell’assessore Fabio Barcaioli. Infine inclusione e mercato del lavoro, De Rebotti curerà i focus sul lavoro come strumento di inclusione sociale, sul benessere organizzativo e sulle riforme del mercato del lavoro. Parallelamente all’attività istituzionale la 'Piazzetta Il Tulipano' e gli spazi del CPI ospiteranno circa 20 workshop pratici e interattivi per chi cerca lavoro: si parlerà di autoimpiego per gli under 35 (con le novità del DL 60/2024), di come usare l’intelligenza artificiale 'senza ansia' con l’esperta Sonia Montegiove. Di IA si parlerà anche con Fabiana Andreani divulgatrice e tiktoker specialista in orientamento e lavoro per under 35, anche su come “smontare le leggende metropolitane sul mondo professionale e sull’uso dell’IA”. A questo si aggiungono i “Corner Permanenti” sempre attivi: spazi per la revisione del CV in tempo reale, simulazioni di colloqui, orientamento Eures per l’estero e consulenze su misura. “La prima edizione dell’Umbria Lavoro Fest riporta in Umbria un evento interamente dedicato al lavoro e alle politiche attive e lo fa scegliendo Terni, una città che rappresenta uno dei cuori produttivi della nostra regione”, ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e alle Politiche del Lavoro, Francesco De Rebotti. “È un segnale importante per il valore che vogliamo attribuire alle politiche capaci di accompagnare le trasformazioni economiche. Il programma è ricchissimo per costruire un appuntamento realmente utile, capace di far incrociare domanda e offerta e di affrontare le grandi questioni per il futuro dell’Umbria”. “Per l’Agenzia, Umbria Lavoro Fest – ha aggiunto Tiziana Ciprini, Amministratrice Unica di Arpal Umbria - rappresenta un nuovo punto di partenza, l’occasione per presentare ai cittadini una profonda riforma orientata all’efficienza. L’Umbria Lavoro Fest vuole togliere ansia e negatività dalla ricerca del lavoro e trasformarla in un momento di confronto e di azione, con workshop pratici dedicati alla scrittura del CV, alla gestione dei colloqui e all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Anche l’area bimbi gratuita va nella direzione di rendere l’iniziativa realmente accessibile, aiutando chi deve conciliare famiglia e ricerca attiva di lavoro. È questa la nuova ARPAL che vogliamo raccontare”. La risposta del territorio è stata immediata. La campagna social per sensibilizzare la categoria dei neet partita da settimane (con l’hashtag #ULF), supportata dalla stampa locale e da campagne di affissione nei maggiori centri umbri, ha incuriosito oltre 5.000 utenti che in questi 10 giorni hanno cliccato sul link alle offerte di lavoro. Significativo è stato l’invio da parte di ARPAL di circa 20.000 email mirate a tutti gli iscritti al Centro per l’Impiego, invitandoli a candidarsi alle posizioni aperte. Ad oggi circa 300 colloqui sono stati già fissati per la prima giornata, attraverso la piattaforma web dell’evento generando un intenso calendario di incontri mirati tra candidati e imprese che si svolgeranno direttamente in fiera. Oltre all’area colloqui, i candidati e i visitatori potranno interagire liberamente con oltre 50 desk informativi animati da aziende del territorio, Università, Adisu, ITS, Sviluppo Lavoro Italia, Ministero del Lavoro e Camera di Commercio. Paolo Sereni, direttore di Arpal Umbria, ha sottolineato come i dati sulle candidature restituiscano una platea eterogenea e trasversale: “I candidati ai colloqui dell’Umbria Lavoro Fest presentano un profilo demografico molto vario, con una maggioranza femminile che raggiunge il 56%, rispetto al 44% di presenze maschili. L’età dei partecipanti attraversa praticamente l’intera vita lavorativa, dai neo-maggiorenni fino ai profili senior di 65 anni: l’età media è di 35,3 anni e la metà esatta della platea è composta da under 32. La fascia più numerosa è quella tra i 18 e i 25 anni, che rappresenta il 29,6% dei candidati, seguita dai 26-35enni con il 28,8%. Significativa anche la presenza di persone in cerca di ricollocamento tra i 46 e i 55 anni, che rappresentano il 20% del totale. Seguono le fasce 36-45 anni, con il 14,4%, e gli over 55, con il 7,2%. Anche sul fronte della provenienza emerge una componente diversificata: l’81,6% dei candidati è nato in Italia, mentre il 18,4% è nato all’estero”.L’Umbria Lavoro Fest nasce anche come un momento di festa e networking per tutta la comunità. L’evento avrà una spiccata dimensione digitale: la postazione 'Terrazza On Air' trasmetterà dirette streaming e interviste a getto continuo per raccontare l’evento live. L’inclusività sarà, inoltre, un valore fondante: altre all’Agorà digitale per le connessioni e interventi anche a distanza, per supportare concretamente le famiglie è stata predisposta un’Area Bimbi gratuita, permettendo ai genitori di sostenere i colloqui o seguire i convegni con la massima serenità. Infine, a chiudere l’intensa agenda delle due giornate, non mancheranno momenti di networking informale con aperitivo e musica, per celebrare il lavoro in un clima contemporaneo, sereno e costruttivo.

martedì 22 settembre 2026

Riparte l’iniziativa di sostegno allo studio promossa dall’Associazione “Don Antonio Pauselli” e da ARCI, rivolta ai ragazzi delle scuole elementari e medie. Dal 7 ottobre, ogni mercoledì dalle 16 alle 18, presso la Cittadella delle Associazioni in Piazza della Pace, bambini e ragazzi potranno partecipare alle attività di aiuto compiti, seguiti da volontari e operatori che li accompagneranno nello svolgimento delle materie scolastiche. L’obiettivo è offrire un supporto concreto alle famiglie e creare uno spazio educativo e inclusivo, dove i più giovani possano imparare insieme, confrontarsi e crescere in un ambiente accogliente e stimolante. L’iniziativa, ormai consolidata e molto apprezzata nelle scorse edizioni, torna quest’anno con la stessa energia e con la volontà di favorire la partecipazione di tutti i ragazzi che hanno bisogno di un sostegno nello studio. Per informazioni è possibile rivolgersi all’Associazione “Don Antonio Pauselli” o ad ARCI.

Pro Natura Terni apre le preiscrizioni al corso su “Piante, arbusti ed erbacee. Come riconoscere le specie più comuni del territorio”, che nei mesi scorsi ha avuto una grande partecipazione.“Sono aperte le preiscrizioni - sottolineano dall’associazione che in questi anni, col patrocinio del Cesvol e del Comune di Terni, ha promosso diversi corsi - e chiunque volesse partecipare è pregato di comunicarlo entro e non oltre il 28 settembre così da poter organizzare gli incontri. Le date e l’orario in cui si svolgerà il corso sul riconoscimento delle erbe spontanee saranno comunicati al raggiungimento del numero minimo di preiscrizioni pari a 15 persone”. Per aderire basta inviare la mail all'indirizzo: info@pronaturaterni.it o chiamare il 329/566.95.27.

Quasi 500 persone hanno preso parte alla Pigiama Run 2026, la corsa/camminata non competitiva organizzata dalla LILT per accogliere fondi in sostegno di bambini affetti da tumore e delle loro famiglie. Importante la partecipazione dell’amministrazione comunale, presente con gli assessori Alessandra Salinetti, Tiziana Laudadio e Sergio Cardinali. La manifestazione all’interno del parco di Viale Trento che ormai ospita la Pigiama Run da 5 anni, all’insegna della condivisione, della solidarietà e del divertimento. Il ricavato delle iscrizioni è stato pari a 7.186 euro a cui si aggiungono le donazioni dei cittadini pari a 640 euro in sostegno dei progetti portati avanti dalla LILT di Terni: riqualificazione degli spazi della sala d’attesa e degli ambulatori della Prehabilitation Pediatrica dei poliambulatori dell’Azienda Ospedaliera di Terni, attraverso la pittura delle superfici con grafiche e colori a misura di bambino e acquisto di un televisore dedicato alla trasmissione di contenuti audiovisivi idonei all’età pediatrica; sostegno a famiglie della provincia di Terni con bambini oncologici e all’associazione “I Pagliacci” per le attività che svolgono con i bambini oncologici “Grazie Terni - dice la presidente Luigia Chirico. Un ringraziamento a tutti gli iscritti, i sostenitori, le associazioni che hanno collaborato nelle varie fasi dell’organizzazione, in particolare all’Associazione “Myricae” e all’Associazione “Amici di Pietro per Collescipoli”. Francesca e Valentina Luzi ci hanno messo anche stavolta grande impegno per la Pigiama Run: “Sono felice del successo di questa quinta edizione – dice Francesca. Credo profondamente in questa iniziativa. La malattia e la sofferenza di un bambino ci riguarda tutti. Voglio continuare a sottolineare che ciò è stato possibile grazie a tutte le persone, attività, associazioni che ci hanno sostenuto”. Da Valentina Luzi un grazie “a chi ci ha messo un pezzettino di sé. La speranza più grande è che non sia più necessario organizzare manifestazioni come questa perché non ci sono più bambini malati, ma finché ci saranno bambini e famiglie ad affrontare questi terribili momenti, con o senza Pigiama Run, noi ci saremo”.


lunedì 21 settembre 2026

Si chiude con 7.000 presenze la settima edizione di Narni Città Teatro, il festival che dall’11 al 13 settembre 2026 ha trasformato ancora una volta Narni in un luogo di incontro e confronto tra teatro, drammaturgia contemporanea, performance, musica e arte contemporanea. Oltre 20 eventi hanno attraversato la città in tre giornate di programmazione, con artisti e protagonisti provenienti da Italia, Francia e Svizzera, in un percorso dedicato alla scena contemporanea e ai suoi molteplici linguaggi. Tra i protagonisti di questa edizione Ambra Angiolini, Francesco Piccolo e Pablo Trincia, insieme a una pluralità di artisti, autori e interpreti che hanno portato a Narni esperienze e visioni differenti, contribuendo a costruire un programma capace di rivolgersi a pubblici diversi. Particolare attenzione è stata dedicata alla drammaturgia contemporanea, con una tavola rotonda che ha riunito artisti e operatori del settore per riflettere sulle trasformazioni della scrittura teatrale e sul futuro della scena. Grande interesse anche per i talk dedicati all’intelligenza artificiale, che hanno aperto un confronto tra cultura, tecnologia e nuovi strumenti creativi. Il programma ha inoltre spaziato nella musica, con una serie di concerti che hanno accompagnato le giornate del festival, ampliandone ulteriormente la proposta e creando occasioni di incontro e condivisione oltre gli spettacoli teatrali. A completare il percorso, la sezione dedicata all’arte contemporanea, curata da Antonella Liuzzi, con le installazioni di Valerio Berruti, che hanno portato nel tessuto urbano di Narni un ulteriore sguardo sulla contemporaneità e sul rapporto tra arte e spazio pubblico. “Settemila presenze sono un numero importante, ma per noi raccontano soprattutto settemila persone che hanno scelto di attraversare Narni, incontrare gli artisti e condividere un’esperienza culturale. La settima edizione ci restituisce un festival vivo, capace di mettere insieme generazioni, linguaggi e provenienze diverse. Abbiamo voluto costruire un programma che tenesse insieme i grandi nomi e la ricerca, la drammaturgia contemporanea e l’arte, il teatro e la musica, senza paura di confrontarci anche con temi nuovi come l’intelligenza artificiale. Il successo dei talk e della tavola rotonda ci ha dimostrato quanto sia forte il desiderio di discutere e interrogarsi sul presente. E ancora una volta abbiamo visto una Narni abitata dalla cultura e dal pubblico. È da qui che ripartiamo, con la responsabilità e l’entusiasmo di continuare a far crescere questo progetto”, sono le parole di Davide Sacco e Francesco Montanari, Direttori artistici di Narni Città Teatro La settima edizione si conclude dunque con 7.000 presenze, oltre 20 appuntamenti e una città coinvolta attraverso una proposta culturale internazionale e multidisciplinare. Teatro, drammaturgia, musica, talk, arte contemporanea e confronto sui temi del futuro hanno composto un programma che ha fatto di Narni un luogo di incontro tra artisti, pubblico e nuove idee. Un’edizione che conferma la vocazione di Narni Città Teatro a costruire, attraverso lo spettacolo dal vivo e l’arte contemporanea, un rapporto sempre più stretto tra artisti, territorio e pubblico, facendo della città non soltanto il luogo in cui il festival si svolge, ma parte integrante della sua identità. Voce del verbo potere - è il titolo che abbiamo scelto per la prossima edizione di Narni Città Teatro” spiega Davide Sacco, “in programma il 4, 5 e 6 giugno. Abbiamo scelto il verbo potere perché è una parola semplice, ma dentro di sé contiene moltissimo: significa avere la possibilità, avere la forza, avere la libertà di fare qualcosa. Ma significa anche esercitare un potere, sugli altri, sulle cose e sulle decisioni. E allora la domanda che ci interessa è proprio questa: chi può? Chi decide? E soprattutto, che cosa possiamo fare del potere che abbiamo? Il teatro è uno dei luoghi in cui queste domande possono diventare corpo, voce, conflitto, immaginazione. È un luogo in cui il potere può essere raccontato, messo in discussione, rovesciato, ma anche restituito alle persone come possibilità di scelta. “Voce del verbo potere” parla quindi del potere sugli altri, ma anche e soprattutto del potere su sé stessi, sulla propria vita: il potere di dire no, di cambiare direzione, di assumersi una responsabilità, di immaginare qualcosa che ancora non esiste. Con questa edizione vogliamo continuare a fare di Narni Città Teatro uno spazio aperto, contemporaneo e necessario, dove gli artisti possano interrogare il presente e il pubblico possa riconoscersi, contraddirsi e magari scoprire nuove possibilità. Perché, in fondo, il teatro comincia proprio lì: nel momento in cui qualcuno pensa di poter fare qualcosa che fino a un attimo prima sembrava impossibile”.

Circa 10mila presenze in tre giorni, oltre 40 appuntamenti gratuiti, un centinaio di artisti, 50 camere utilizzate per l’accoglienza di circa 90-100 persone, una decina di operatori enogastronomici coinvolti. E sui social oltre 280mila visualizzazioni su Instagram e 923mila su Facebook. È il bilancio dell’edizione zero di BorgoMuse, il festival ideato dal BAC e dall’Associazione Thyrus, con il direttore artistico Andrea Giuli, quello organizzativo Marco Diamanti e lo staff, e costruito a Collescipoli attraverso il coinvolgimento di associazioni, operatori, artisti, cittadini e volontari. Numeri che raccontano non soltanto la partecipazione, ma anche il movimento prodotto attorno al borgo in termini di visibilità, turismo, ospitalità ed enogastronomia. Un risultato particolarmente significativo per una manifestazione completamente nuova, concentrata in poco più di 48 ore e nata con l’ambizione di costruire un format capace di guardare oltre i confini locali. Concerti, pièce teatrali, reading, incontri, performance artistiche, di strada e mostre hanno animato piazze, chiostri, vicoli e locali, trasformando Collescipoli in un vero palcoscenico diffuso. Un centinaio gli artisti coinvolti a vario titolo, con il pubblico chiamato a vivere il borgo e non semplicemente ad assistere agli spettacoli. La provenienza dei visitatori restituisce anche la dimensione della promozione raggiunta: oltre alle presenze umbre, sono arrivati spettatori da Lazio, Marche, Toscana, Lombardia e Sicilia, anche da Messina, oltre a diversi visitatori stranieri. Il festival ha prodotto un movimento concreto anche sul fronte dell’accoglienza. Tra artisti e ospiti delle Accademie di Belle Arti sono state utilizzate circa 50 camere, tra B&B, residence e ostelli, mentre alcune famiglie di Collescipoli hanno messo a disposizione le proprie abitazioni per ospitare studenti. Un’esperienza di ospitalità diffusa che ha mostrato anche le potenzialità di un possibile sviluppo dell’albergo diffuso nelle prossime edizioni. Coinvolto anche il sistema dell’enogastronomia locale, con una decina di operatori interessati dal flusso generato dalla manifestazione. Un indotto che, sommato alla ricaduta sull’accoglienza, conferma come il festival sia riuscito a muovere attività e persone ben oltre i singoli appuntamenti. Importante anche la visibilità generata dalla comunicazione digitale. Le pagine social, aperte sostanzialmente da zero nell’aprile scorso, hanno raggiunto 52mila utenti su Instagram e 42mila su Facebook, con un volume complessivo di visualizzazioni che supera il milione. Il bilancio, dunque, va oltre il dato delle presenze. BorgoMuse ha sperimentato un format agile e diffuso, ideato dal BAC e dall’Associazione Thyrus e costruito sul territorio, mettendo in relazione cultura, spettacolo, accoglienza, attività economiche e comunità locale. Una formula che, pur partendo da una realtà specifica come Collescipoli, ha mostrato potenzialità di più ampio respiro. Per gli organizzatori, il risultato dell’edizione zero rappresenta ora una base sulla quale lavorare per dare continuità al progetto, consolidando la rete costruita in questa prima esperienza e sviluppandone ulteriormente le ambizioni. Un ringraziamento va a tutte le istituzioni, gli sponsor, le associazioni, gli artisti, gli operatori, i volontari e i cittadini che hanno contribuito alla realizzazione di BorgoMuse e alla riuscita delle tre giornate.

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