Parla di grave danno sulla Zes “da parte della Regione Umbria che non ha saputo valutare la reale situazione socio-economica della provincia di Terni”, il Presidente Stefano Bandecchi in una lettera al Ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti, di risposta a precedenti scambi epistolari con il Ministro stesso a proposito della ripartizione dei comuni fra la provincia di Perugia e quella di Terni. Il Presidente, anche in considerazione della mozione votata dal Consiglio provinciale all’unanimità nel novembre scorso, aveva precedentemente scritto al Ministro chiedendone un interessamento per la modifica dell’attuale zonizzazione. Nella sua replica il Ministro aveva ricordato però l’impossibilità al momento di agire sulla ripartizione Zes almeno fino a fine 2027, sottolineando che l’individuazione dei Comuni era stata effettuata negli anni scorsi dalla Regione Umbria. Le preoccupazioni del Presidente - Il Presidente Bandecchi ribadisce però al Ministro le sue preoccupazioni per “un territorio che, d’altronde – scrive riferendosi a quello provinciale - non è mai stato considerato dalle giunte che si sono susseguite negli anni. Purtroppo i dati da voi ricevuti sono totalmente errati e per di più non sono stati aggiornati dalla Regione rispetto alla realtà”. Il Presidente chiede quindi al Ministro un tavolo di ricognizione tra la Regione Umbria, la Provincia di Terni ed il Ministero “al fine – sostiene - di poter risolvere tale sgradevole problematica che trascina i vari Comuni in una concorrenza sleale e che rischia altresì di de-industrializzare i Comuni della provincia di Terni che avevano messo in campo situazioni pregevoli ed enormi sforzi per sviluppare nuove reti industriali territoriali”. La lettera alla Regione - Il Presidente Bandecchi ha quindi scritto alla Presidente della Regione Stefania Proietti e all’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti chiedendo di attivarsi per porre rimedio in tempi brevi al danno arrecato ai 30 comuni della Provincia di Terni “che – scrive Bandecchi - si sono puntualmente lamentati con il sottoscritto per la grave disattenzione avuta nei loro confronti dall’organo regionale”. Nella lettera, il Presidente allega le comunicazioni intercorse con il Ministero sottolineando alla Presidente i problemi “provocati dai dirigenti regionali, in anni precedenti al suo insediamento, che oggi ricadono sotto le sue responsabilità”.
La prima lettera al Ministro - Nella prima lettera al Ministro Foti, il Presidente Bandecchi aveva parlato di “squilibrio territoriale evidente che penalizza enormemente il territorio ternano, con ricadute palesi sugli investimenti e sulle future opportunità di crescita dell’Umbria del Sud. “Non appaiono difatti chiari – sosteneva - i criteri che hanno definito l’attuale suddivisione del territorio umbro.
Aree come quella dell’Orvietano, della Valnerina e tutti i comuni del cratere del sisma 2016 della Provincia di Terni sono difatti stati estromessi dalla normativa Zes”. Il Presidente chiedeva quindi di conoscere i criteri dell’attuale mappatura e sollecitava un intervento urgente “al fine di ricomprendere il territorio della provincia di Terni e tutto il territorio umbro nelle zone 107.c3c”.
La risposta del Ministro - Nella sua risposta il Ministro Foti spiegava che, sulla base dell’iter avviato nel 2021 con tutte le Regioni interessate dal Dipartimento per le politiche di coesione e il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a seguito degli orientamenti adottati dalla Commissione europea, e al fine di adottare la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, la Regione Umbria aveva negoziato con le altre Regioni il riparto della quota di popolazione all’interno di quella individuata a livello nazionale. Nella Conferenza delle Regioni dell’ottobre del 2021, ricordava sempre il Ministro, all’Umbria era stata inizialmente attribuita una quota di 405mila abitanti, in base alla quale la Regione aveva inviato al Dipartimento per le politiche di coesione l’elenco dei Comuni interessati ai fini dell’approvazione della Commissione europea.
Secondo il Ministero nella revisione intermedia del 2023 delle zone, la Regione Umbria non aveva comunicato al Dipartimento alcuna variazione. Il Ministro dichiarava quindi che non sarà possibile intervenire nuovamente fino alla scadenza della validità dell’attuale Carta degli aiuti a finalità regionale dell’Italia prevista per il 31 dicembre 2027, sottolineando tutta via che già in questo 2026 si prevede l’emanazione, da parte della Commissione europea, delle linee guida per la definizione della nuova Carta degli aiuti. Linee che verranno condivise con la regione Umbria.

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