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mercoledì 9 luglio 2014



In Umbria il senso di insicurezza è ormai diffuso, dai dati del Rapporto Bes 2014 (Benessere equo e sostenibile) realizzato da Cnel e Istat emerge che la popolazione umbra insieme alle Marche detiene l'aumento più consistente della percezione di essere a rischio come vittime di atti criminali. Dopo Perugia balzata agli onori della cronaca nera anche Terni negli ultimi anni non è da meno. Il senso di vulnerabilità è la conferma che la città non è più sicura, generando un'insoddisfazione da parte dei cittadini con le più recondite paure. Paura di uscire da soli quando è buio, installazione di sistemi di allarme sempre più sofisticati per difendersi, timore di guardarsi alle spalle a qualsiasi orario e il più completo scetticismo verso qualsiasi individuo che parli altre lingue o altri dialetti. L'analisi dell'Istat è chiara, le altre regioni non evidenziano un crollo cosi' radicale del livello di insicurezza mentre l'Umbria e le Marche dal 2011 ad oggi si attestano rispettivamente con un +16,3% e +16,2%. Sicuramente saranno dati ma la percezione della sicurezza riguarda una molteplicità di variabili che vanno dal degrado delle zone in cui si vive fino al controllo delle forze dell'ordine più continuo non tralasciando i soggetti più a rischio come aziani e bambini. E' aumentato il tasso di omicidi, di borseggi, di rapine, record di overdosi e spaccio illimitato. Non dimentichiamo che con il post terremoto del 1996 e con la traduzione scriteriata in Umbria di detenuti in massa di quasi tutte le tipologie i rischi sono aumentati vertiginosamente. Intanto proprio ieri il Prefetto Bellesini ha convocato la riunione del Comitato per l'ordine e la Sicurezza Pubblica. Nella corso della riunione si è parlato degli interventi allo stadio Libero Liberati per migliorare la sicurezza delle tifoserie, siamo l'unico stadio d'Italia dove il sabato ci sono circa 80 forze dell'ordine di tutti i comparti più cento steward circa e il problema è l'adeguamento della sicurezza? Basta interventi di manutenzione ordinaria con spese elevate, ma una ristrutturazione globale sarebbe più efficace. Altro tema affrontato è quello della movida ternana come fenomeno da affrontare con determinazione in quanto crea particolare disagio nella cittadinanza diminuendo la percezione della sicurezza, ma stiamo scherzando? Non si è fatto cenno agli ennesimi arresti nella notte per spaccio di droga e del tentato omicidio tra albanesi nella notte di lunedi, di soggetti che giravano indisturbati nella notte per via Castello con fucile sulle spalle. Questi sono i veri problemi che hanno generato l'insicurezza nel cittadino. Ricordiamo al Prefetto che anni fa Terni è stata tra le prime città a creare centri commerciali naturali, cosi' oggi viene chiamata "la movida". Nel tempo con le restrizioni economiche che hanno costretto a chiudere esercizi e con le ordinanze antirumore il centro è stato snaturato, poca gente in giro, locali sfitti, cittadini terrorizzati e la delinquenza è proliferata. Confrontiamoci con la realtà e proviamo a risolvere i problemi. Non ci sarà una rinascita per la città se non ci adeguiamo alle nuove sensibilità e alle reali esigenze. Terni è una città "dormitorio"e anziana e nessuno sta provando a fare spazio ai giovani volenterosi di crescere. Interveniamo drasticamente sulle infiltrazioni della malavita organizzata anche attraverso una commissione adeguata, per sperare in un futuro più sereno per tutti noi.

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