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lunedì 23 febbraio 2026

Dopo i fatti accaduti nel tardo pomeriggio di ieri nel carcere di Terni, la presidente della Regione Stefania Proietti ha chiamato il provveditore dell’amministrazione penitenziaria dell’Umbria Liberato Guerriero per esaminare la delicata situazione. All’indomani delle gravi violenze che si sono verificate, la presidente ha chiesto conto dei fatti e sottolineato al provveditore come l’emergenza più impellente riguardi il sovraffollamento, oggi infatti a Terni sono ospitati quasi 600 detenuti quando la capienza ne prevede 425, e alcuni servizi come l’area sanitaria e sociale sono in grandissimo affanno con il rischio concreto di non poter garantire i servizi alla popolazione carceraria; critiche anche le condizioni di lavoro per gli agenti penitenziari che non riescono a fronteggiare un clima di notevole tensione. Sulle condizioni delle carceri in Umbria l’assessore competente Fabio Barcaioli si è già incontrato con il provveditore Liberato Guerriero per parlare dei vari punti di criticità, dal sovraffollamento alla sicurezza, e nei prossimi giorni è previsto un altro incontro per esaminare possibili soluzioni. In mattinata si era svolto un summit nel carcere di Terni tra il Garante per i detenuti Giuseppe Caforio, il direttore Valerio Pappalardo, il comandante della struttura di Sabbione Vanda Falconi e il provveditore dell'amministrazione penitenziaria Guerriero. “La situazione – ha riferito la presidente della Regione Stefania Proietti – è veramente critica, abbiamo appreso dal provveditore che la situazione emergenziale si è creata dopo un ulteriore trasferimento di due persone all’interno di un carcere come quello di Terni, già fortemente sovraffollato, e questo non può essere più permesso perché va a danno della salute e della sicurezza delle persone che vivono e lavorano all’interno della struttura. L’Umbria, che per tanti anni ha ricevuto troppi trasferimenti dalla regione Toscana, ora non può essere adibita a carcere d’Italia dove vengono trasferiti detenuti da tutte le altre regioni, anche perché il sistema carcerario umbro soffre di sovraffollamento e problemi da troppi anni e il rischio di disordini e violenze è all’ordine del giorno. Abbiamo il dovere di pretendere provvedimenti rapidi per far tornare all’interno delle carceri umbre le basilari condizioni di vivibilità e sicurezza sia per gli ospiti che per chi ci lavora. La Regione Umbria continuerà a fare la sua parte: siamo la prima amministrazione regionale che grazie all’impegno dell’assessore Barcaioli ha ripristinato e finanzia progetti di inclusione sociale e lavorativa a favore delle persone in detenzione, per la giustizia riparativa e per la prevenzione delle recidive. Non ci fermiamo ma chiediamo al Governo di arginare i continui trasferimenti verso un sistema già allo stremo”. 

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