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giovedì 28 maggio 2026

Grande successo di pubblico alla residenza protetta di Collerolletta per la sesta tappa del progetto di teatro sociale “Una Poltrona in Prima Fila” che unisce giovani e anziani, artisti e personale socio sanitario intorno a una sedia a rotelle su cui ciascuno può vivere in prima persona l'esperienza dell'auto mutuo aiuto. Protagonista il vecchio pianoforte donato oltre 20 anni fa alla struttura da Gennaro Pepe, uno strumento scordato che, grazie alle mani sapienti del maestro Angelo Bruzzese, ha saputo donare una grande armonia. Stefano de Majo, direttore artistico del progetto, ha raccontato la bizzarra vita di Gennaro Pepe e rapito i presenti in una fiabesca rivisitazione del Lago dei Cigni in cui Odette e Odille, il cigno bianco e il cigno nero, in una metafora della vita, come i tasti bianchi e neri di un pianoforte, hanno permesso alla danzatrice classica Marika Brachettoni dell'accademia internazionale di danza classica e moderna di Roma di condurre i presenti in un mondo fatato. Tra il pubblico, accanto agli anziani ospiti della struttura e al personale socio sanitario al completo, con la responsabile Loretta Tenerini a fare gli onori di casa e la presenza del direttore Sandro Corsi, anche un bambino di un anno in braccio al papà e gli studenti dell'Istituto Casagrande di Terni indirizzo di Socio Sanitario che hanno vissuto una mattinata a contatto con gli anziani. Un viaggio prodotto dall'associazione Claudio Conti di Tomassina Ponziani, con il patrocinio della Fondazione Carit e il supporto di Cesvol, Comunità Incontro, Cittadella delle associazioni e Teatro Acciaio, giunto al giro di boa che, da dicembre, ha visitato tanti luoghi colmi di umanità, coraggio e insegnamenti. Sei differenti spettacoli con tanti artisti diversi al seguito di Stefano de Majo: al Sim Infanzia, alla Cittadella di Piazza della Pace nei centri sociali e per anziani ma anche nei parchi, lungo le vie e le piazze gremite di folla per San Valentino. “E il viaggio continua - promette de Majo - unendo giovani e anziani, attorno alla poltrona in prima fila, una sedia a rotelle su cui vivere tanti racconti, perché le fiabe non sono solo per i bambini”.

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