Esperti e volontari questa mattina a confronto
"La salute va intesa non solo come assenza della malattia ma come stato di benessere bio-psicosociale di una persona. E la disabilità può diventare una malattia se non è rispettata". Con queste parole Raffaele Goretti, Presidente Osservatorio Regionale permanente sulle Disabilità, rilancia il tema del diritto alla salute puntando sulla qualità della vita. Per Giampaolo Griffo, membro del Consiglio mondiale di Disabled Peoples International (DPI) "il diritto alla salute non deve essere limitato alla cura ma va inteso come abilitazione, garantendo un welfare di inclusione alle persone con disabilità attraverso progetti individuali che tengano conto delle diversità umane". Gli spunti sono emersi nel convegno organizzato stamani dal Cesvol di Terni con la collaborazione del Cesvol di Perugia e il supporto della Fish onlus con l'ambizioso obiettivo di promuovere l'affermazione di una cultura di comunità inclusiva, ospitale e solidale. Una cultura che i due Centri Servizi per il volontariato dell'Umbria contribuiscono a tradurre in capacità di un movimento associativo che possa operare con efficacia ed appropriatezza nelle quotidiane attività di ascolto e di aiuto e nella sua azione di stimolo e proposta nei confronti delle politiche sanitarie e sociali, locali e regionali. Passare dal "io" associativo al "noi" associativo perchè da soli non si va da nessuna parte. Il convegno individuerà proposte operative per la nascita di tavoli tematici per la promozione e la tutela del diritto alla salute, strumenti fondamentali per coordinare la partecipazione dei vari livelli di responsabilità locale verso la promozione di percorsi di salute, intesa non solo come cura della malattia ma come possibilità di vivere bene in una comunità capace di ascolto e accoglienza.
"La salute va intesa non solo come assenza della malattia ma come stato di benessere bio-psicosociale di una persona. E la disabilità può diventare una malattia se non è rispettata". Con queste parole Raffaele Goretti, Presidente Osservatorio Regionale permanente sulle Disabilità, rilancia il tema del diritto alla salute puntando sulla qualità della vita. Per Giampaolo Griffo, membro del Consiglio mondiale di Disabled Peoples International (DPI) "il diritto alla salute non deve essere limitato alla cura ma va inteso come abilitazione, garantendo un welfare di inclusione alle persone con disabilità attraverso progetti individuali che tengano conto delle diversità umane". Gli spunti sono emersi nel convegno organizzato stamani dal Cesvol di Terni con la collaborazione del Cesvol di Perugia e il supporto della Fish onlus con l'ambizioso obiettivo di promuovere l'affermazione di una cultura di comunità inclusiva, ospitale e solidale. Una cultura che i due Centri Servizi per il volontariato dell'Umbria contribuiscono a tradurre in capacità di un movimento associativo che possa operare con efficacia ed appropriatezza nelle quotidiane attività di ascolto e di aiuto e nella sua azione di stimolo e proposta nei confronti delle politiche sanitarie e sociali, locali e regionali. Passare dal "io" associativo al "noi" associativo perchè da soli non si va da nessuna parte. Il convegno individuerà proposte operative per la nascita di tavoli tematici per la promozione e la tutela del diritto alla salute, strumenti fondamentali per coordinare la partecipazione dei vari livelli di responsabilità locale verso la promozione di percorsi di salute, intesa non solo come cura della malattia ma come possibilità di vivere bene in una comunità capace di ascolto e accoglienza.


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