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lunedì 9 giugno 2014



DI GIROLAMO DELEGITTIMATO: LO VOTA MENO DI 1 TERNANO SU 4  
Più del 60% diserta le urne, dato drammatico

di Enrico Melasecche

Cinque anni fa Di Girolamo fu voluto dal 38% dei ternani, oggi meno del 24%. Un sindaco sempre più invisibile se si considera che oltre 3 ternani su quattro non lo hanno voluto, oggi vince ma deve pur prendere atto della delegittimazione generale. Mentre a Perugia e Spoleto il crollo del PD mina alle fondamenta l'Umbria rossa della Lorenzetti e della Marini, da noi il "Sistema Terni", sempre piùsoffocante,  riesce nonostante tutto a rimanere disperatamente a galla nella sfiducia generale, con i giovani che al ballottaggio disertano quasi totalmente le urne.
In queste condizioni quanto durerà la consiliatura?
Non v'è dubbio che il frazionismo esasperato di ben 12 candidati a sindaco, alcuni dei quali attendono ora i sette denari del tradimento del proprio elettorato di riferimento, hanno favorito la rielezione di un sindaco a mezzo servizio, favorito anche dal primo appello della Trenta ai votanti M5S di andare al mare, poi mitigato dalla libertà di voto.
Perugia e Spoleto si riaprono al mondo e riprendono a correre mentre Terni avvilita e soffocata da questo abbraccio asfissiante rinvia l'appuntamento con la storia favorita anche dal successo alle europee del rottamatore Renzi, odiato dai dalemiani locali.
Si apre una fase per Di Girolamo durissima, cui ben difficilmente la rinnovata minoranza farà  sconti, con i molti mal di pancia che il manuale Cencelli produrrà e le non poche spade di Damocle che la Corte dei Conti e la Procura  hanno posto sulla testa del sindaco uscente.  
Fra i primi appuntamenti quello sul Bilancio consuntivo 2013 su cui a Spoleto è caduta la sinistra mentre qui, furbescamente rinviato da Di Girolamo, dovrà passare le forche caudine del nuovo consiglio e su cui abbiamo non da oggi sollecitato ai Revisori dei Conti neo incaricati, quell'operazione verità che i predecessori (nominati dalla politica di sinistra e di destra) non hanno mai voluto fare.
Riprenderà più forte di prima da parte del neo Comitato "Vergogna Tevere-Nera" (finalmente libero dagli equivoci di chi ha tradito la causa) la battaglia finale sulla tassa più famigerata, contro la quale Di Girolamo non ha alzato un mignolo per difendere i ternani e simbolo dell'imposizionelorenzettiana.
Non v'è dubbio che la società civile, gli iscritti alle associazioni di categoria, le famiglie e le imprese, le associazioni culturali, i clubs di servizio, tutti coloro che oggi commenteranno questo incredibile risultato, dovranno riflettere sulle ragioni per cui altrove si esce dalle sabbie mobili mentre qui a Terni trionfa la conservazione e gli interessi di pochi ben determinati attori.
Soprattutto chi nel centrodestra ha la maggiore responsabilità di questo dramma dovrà pur chiedersi cui prodest tutto ciò?  
 

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