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domenica 1 giugno 2014


Il calcio giovanile per la categoria Berretti riservato ad un'età anagrafica compresa tra i 15 e i 20 anni è andato in scena ieri pomeriggio nel palcoscenico del Libero Liberati con la finale scudetto tra Ternana e Torino. I ragazzi della Ternana dovevano compiere il miracolo ribaltando il risultato dell'andata che li aveva visti soccombere per uno a zero. Al 32' del secondo tempo la Ternana passa in vantaggio con Taurino e la partita straordinariamente viene sospesa dall'arbitro per circa otto minuti. Comportamenti inconsulti di alcuni tesserati della Berretti rossoverde esclusi dalla finale a favore di elementi della Primavera rossoverde e di alcuni genitori nell'unico anello aperto dello stadio "i distinti B", hanno indotto il direttore di gara ha sospendere l'incontro. Rissa che è al vaglio della questura di Terni, fasi concitate con spintoni e pugni tra gli stessi tifosi della Ternana dovuti al mancato impiego dei piccoli giocatori. La Ternana ha perso ai rigori con l'unico gol di Russini, guardo caso il migliore in campo ed elemento della Primavera, ma la delusione e lo sconforto da parte della Ternana calcio e di tutti i "veri" tifosi è all'ennesima potenza. Vergogna e triste considerazione sulla mancanza di cultura e civiltà degli adulti. Ormai abbiamo perso la speranza quando si parla di calcio di vedere partite senza violenza, emblematico l'ultimo in ordine di tempo è stato l'esempio della finale di coppa Italia ma quando si parla di giovanili la rabbia è ancora più grande. Daspo, chiusura degli stadi, leggi contro la violenza ma se l'educazione e la cultura sportiva è assente niente può debellare un male comune. Se l'allenatore può scegliere chi mandare in campo sia per la maggiore esperienza che per scelte tecniche nessuno può sentirsi in grado di contestare violentemente. Ma ci chiediamo: che esempio avranno dato quei genitori ai propri figli? In futuro, anche loro si sentiranno in dovere di assumere comportamenti del genere? Auguriamoci che avranno più buon senso dei loro genitori che sono stati un cattivo esempio. L'esasperazione nel mondo dello sport è arrivata ai limiti dell'indecenza e guarda caso lo sport che ci rimette sempre di più è il calcio, dispiace per tutto il movimento ma i correttivi per sedare gli animi sembrano assai lontani. Condanna unanime da parte di tutti! Non basta per farci sorridere, la certezza che simili episodi non accadano più nessuno può assicurarcela.






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