Meno cronaca e più articoli di taglio sociale: il report documenta con elaborazioni inedite come e quanto le notizie legate al tema dell'immigrazione siano state trattate a livello nazionale e regionale.
Venerdi' 13 giugno alle ore 16 nella sala videoconferenze della Bct di Terni sarà presentato il primo rapporto annuale che fotografa la relazione tra stampa italiana e immigrazione. L'iniziativa è promossa dall'associazione "Il Pettirosso" con la collaborazione dell'associazione "Carta di Roma" ed il patrocinio della Regione Umbria. Interverranno il presidente del'Ordine dei Giornalisti dell'Umbria Dante Ciliani, Luana Pioppi dell'associazione stampa Umbria, Margherita Vagaggini del Comitato del CoReCom e Francesco Francescaglia della sezione immigrazione, protezione umanitaria, diritto d'asilo e relazioni internazionali della Regione Umbria. I dati del rapporto e le attività dell'Osservatorio "Carta di Roma" saranno illustrati da Martina Chichi ed Anna Meli. Dal rapporto 2013 emerge che le seconde generazioni rivendicano lo "ius soli"con il protagonismo nelle televisioni e si constata la minima presenza delle donne, se non legato a notizie di cronaca nera e spesso descritte dai giornalisti come succubi di tradizioni culturali e religiose.
Venerdi' 13 giugno alle ore 16 nella sala videoconferenze della Bct di Terni sarà presentato il primo rapporto annuale che fotografa la relazione tra stampa italiana e immigrazione. L'iniziativa è promossa dall'associazione "Il Pettirosso" con la collaborazione dell'associazione "Carta di Roma" ed il patrocinio della Regione Umbria. Interverranno il presidente del'Ordine dei Giornalisti dell'Umbria Dante Ciliani, Luana Pioppi dell'associazione stampa Umbria, Margherita Vagaggini del Comitato del CoReCom e Francesco Francescaglia della sezione immigrazione, protezione umanitaria, diritto d'asilo e relazioni internazionali della Regione Umbria. I dati del rapporto e le attività dell'Osservatorio "Carta di Roma" saranno illustrati da Martina Chichi ed Anna Meli. Dal rapporto 2013 emerge che le seconde generazioni rivendicano lo "ius soli"con il protagonismo nelle televisioni e si constata la minima presenza delle donne, se non legato a notizie di cronaca nera e spesso descritte dai giornalisti come succubi di tradizioni culturali e religiose.
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