Uno dei punti di discussione dell’ultimo consiglio comunale verteva sulla nuova zona ZES e sui vantaggi che le realtà produttive che investono nel nostro territorio potrebbero trarne. Per massimizzare la messa a frutto di questo strumento occorre prima di tutto inquadrarlo nelle sue caratteristiche: esso prevede infatti provvedimenti di semplificazione amministrativa per tutta la Regione Umbria e provvedimenti tesi al credito di imposta, questi ultimi riguardanti, tuttavia, solo 37 comuni dei quali solo 3 (Narni, Sangemini e Terni) che insistono nella nostra provincia. Non tutti i settori, peraltro, possono beneficiare delle misure previste, ne risultano esclusi, infatti, la siderurgia, l’industria carbonifera, l’energia, la banda larga e il credito. Fermo restando che la Regione sta cercando di estendere il numero dei comuni che possono essere coinvolti dal provvedimento, per noi è importante chiederci cosa dovrebbe promuovere il Comune di Terni per fare la sua parte in questa che è un’importante opportunità per la nostra città. Per massimizzare l'impatto della ZES, l'amministrazione comunale dovrebbe porsi come un facilitatore attivo, andando ad intervenire su alcune semplici linee direttive:
1) promuovere un Hub della Logistica e Intermodalità: Terni è in una posizione baricentrica tra l'Adriatico e il Tirreno. Il Comune dovrebbe promuovere il potenziamento della piastra logistica e dell'interporto, vendendo Terni come il retroporto naturale del Centro Italia, capace di connettere le rotte ZES del Sud con il Nord.
2) Task Force per la Burocrazia Zero: istituire un ufficio dedicato che aiuti le imprese a navigare nello Sportello Unico Nazionale. L'obiettivo è garantire tempi certi e rapidi, rendendo Terni più veloce
3) Incentivi Comunali Complementari: quali tagli all'IMU o alla TARI per le imprese che decidono di insediarsi in aree industriali dismesse, condizionando i benefici alla creazione di nuova occupazione locale
4) Specializzazione in Green & Bio-Economy: considerata l'esclusione della siderurgia di base dai benefici ZES, il Comune deve puntare sulla filiera a valle (meccanica di precisione) e sui settori innovativi legati al polo chimico, come la produzione di biomateriali e la gestione sostenibile dell'energia, settori invece pienamente compatibili con le agevolazioni
5) incentivare la formazione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e delle Start up: fornendo servizi, infrastrutture adeguate e incentivi mirati. Il compito dell’amministrazione comunale, insomma, deve essere quello di creare un humus strategico per le imprese che investono nel nostro territorio, anche mettendo a sistema quei provvedimenti (zona sisma, area di crisi complessa) forniti già in passato per favorire la ripresa economica della nostra città.

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