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mercoledì 20 maggio 2026

di Andrea Liberati -pres. Italia Nostra 'Terni'

Mentre in larghi brani di Terni Est la neve velenosa (cit. 'Corriere della Sera') delle Acciaierie continua a cadere e a depositarsi ovunque, mentre nel quartiere di Prisciano mancano solo gli impianti di risalita, le varie Istituzioni, ossia Comune di Terni, Regione Umbria, Governo, con tutto l'ambaradan di agenzie e organi di garanzia (che garantiscono poco o nulla) hanno autorizzato definitivamente (allegato) con risibili prescrizioni l'unica vera 'Grande Opera' possibile in Umbria: infatti, pur in piena area SIN, si estenderà ancora la discarica di scorie e fanghi Arvedi AST a Terni, con ulteriori 4.000.000 di mc. di veleni siderurgici, da seppellire nella Conca Ternano-Narnese. Altro che ...recupero delle scorie e favolette varie! Invece finalmente primi: sarà qui la discarica INOX più grande d'Italia! Il tutto ad appena un chilometro e mezzo dalla romantica Cascata delle Marmore. Il tutto, pur sapendo che le falde delle discariche sono contaminate da cromo esavalente e altro, sopra soglia di allarme. Il tutto, rapidamente dimenticando quegli operai ANAS resi irreversibilmente inabili al lavoro a causa di questi pericolosi inquinanti, mentre scavavano il tunnel stradale 'Tescino' proprio sotto tali immondezzai. La svendita del territorio, di chi ci lavora, di chi ci vive, stavolta, ha visto la complicità non soltanto dei consueti politici-lacchè di ogni colore, ma anche di tanti ambientalisti della domenica, quelli che preferiscono parlare d'altro, ma non della madre di tutte le questioni locali: un polo industriale che, nella verde Umbria, senza mai risponderne ad alcuno, può inondare la comunità locale di nubi metalliche diurne e notturne, con corredo di odori nauseabondi, come da quotidiane testimonianze civiche, e con decine di ettari di terreni ufficialmente interdetti, per gli stessi motivi, da coltivazione e allevamento; un'azienda che può rilasciare legalmente nel fiume Nera quantità invereconde di metalli pesanti, come da documenti ufficiali; che può monitorare, aspirare e trattare per anni le sostanze tossiche (cromo VI, ferro, nichel, etc.) contenute nelle falde sottostanti le discariche, come da report tecnici, senza risolvere il problema. Eppure un'ordinanza comunale, appena un anno fa, parlava di alcune attività siderurgiche "fuori controllo": dodici mesi dopo non solo siamo ancora lì, ma lo stesso Comune concede pure la facoltà di depositare altro letame industriale. Nessuno li tocca: ma chi saranno mai, lorsignori? Legibus soluti?

Il tutto avviene in un contesto mediatico deteriorato, con troppi editori nazionali e locali ormai esclusivamente a caccia di inserzioni pubblicitarie, tagliando al contempo qualsiasi scomodo approfondimento giornalistico e scientifico. Ora viceversa scalpitiamo per leggere veline trionfalistiche e mistificatorie delle variopinte marionette in giacca e cravatta, con la presunta 'bonifica' della medesima discarica o altre scemenze del genere. Come 'Italia Nostra', oltre a rappresentare la gravità della vicenda in ogni sede, inclusa quella europea, abbiamo già richiesto tutto il fascicolo amministrativo, con i relativi verbali di Ministeri, Regione, Comune e agenzie. Vediamo come è stato giustificato l'ingiustificabile, dinanzi allo stato ecologico comatoso delle discariche siderurgiche e del resto.

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