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venerdì 26 giugno 2026

di Roberto Pastura Capogruppo Fdi Comune di Terni 

Negli ultimi giorni, dopo mesi di solleciti, il dibattito sulla rottamazione dei tributi comunali si è finalmente aperto anche a Terni. Un confronto che considero positivo, perché riguarda un tema che incide concretamente sulla vita di famiglie e imprese e sul quale, come Fratelli d'Italia, ci battiamo da tempo. Proprio per questo sorprendono alcune dichiarazioni rilasciate dall'Assessore al Bilancio, dalle quali emergono delle contraddizioni che meritano un chiarimento. Da un lato afferma che il Comune non dispone ancora del quadro completo dei carichi affidati ai concessionari privati ICA e Municipia e che tali dati saranno illustrati solo nei prossimi giorni. Dall'altro, però, esclude già oggi la possibilità di estendere la definizione agevolata anche a quei tributi. È una posizione che lascia francamente perplessi. La prima domanda è semplice: com'è possibile che l’Assessore al Bilancio del Comune di Terni non conosca ancora il numero delle posizioni affidate ai concessionari della riscossione, la tipologia dei tributi interessati e il volume complessivo dei crediti del proprio Comune? Ancora più difficile da comprendere è come si possa esprimere un giudizio politico così netto senza avere preventivamente analizzato quei dati. Sarebbe come se un imprenditore decidesse la strategia di recupero dei propri crediti senza sapere quanti sono e quanto valgono, oppure come una famiglia che pianificasse il proprio bilancio senza conoscere le proprie entrate. In qualsiasi organizzazione il metodo è sempre lo stesso, ossia prima si analizzano i numeri, poi si assumono le decisioni e non il contrario. C'è poi un altro passaggio che merita una riflessione. L'Assessore sostiene che chi promuove la rottamazione faccia propaganda. Allora viene spontaneo chiedersi, ma faceva propaganda il Dott. Fausto Cardella, Presidente della Fondazione Umbria per la Prevenzione dell'Usura, quando ha spiegato pubblicamente che strumenti come questo possono rappresentare un efficace argine al rischio usura? Fanno propaganda i tanti Comuni italiani che stanno applicando la rottamazione prevista dalla legge dello Stato? Nessuno ha mai sostenuto che la rottamazione è la soluzione di tutti i problemi economici del territorio, ma è altrettanto sbagliato liquidarla come uno slogan. Dietro molte cartelle non ci sono evasori fiscali perché l'evasore, per definizione, continuerà a non pagare indipendentemente dall'esistenza della rottamazione. Dietro molte cartelle invece ci sono invece cittadini, lavoratori, pensionati e imprese che hanno attraversato gli anni più difficili della recente storia economica; la pandemia, il caro energia, l'inflazione. Per questo continuo a ritenere giusto procedere rapidamente con la rottamazione dei carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione e, contestualmente, avviare una seria istruttoria sui tributi affidati a ICA e Municipia nel periodo 2019-2023 che renda anche questa rottamazione sostenibile per il bilancio comunale. Se però l'orientamento politico è già quello di chiudere ogni possibilità prima ancora di conoscere i dati, viene spontaneo chiedersi quale sia il reale significato del confronto con le associazioni di categoria.


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