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venerdì 25 settembre 2026

Comunicato stampa

Nove spettacoli, da novembre a marzo, per la nuova stagione di prosa del Teatro Manini di Narni, la sesta sotto la direzione artistica di Francesco Montanari e Davide Sacco. La stagione 2026/2027 porta con sé un titolo che è insieme una domanda, un’immagine e una dichiarazione: “Le cose che ci tengono insieme”. Ci sono legami che ci sostengono, altri che ci mettono alla prova. Affetti, desideri, ricordi, conflitti, fragilità: sono le cose che ci tengono insieme e che il teatro, da sempre, prova a raccontare. Da sei anni il Teatro Manini è anche questo: un tempo condiviso, fatto di spettacoli, incontri, artisti, pubblico, attese e ritorni. Stagione dopo stagione, è cresciuto un legame che passa attraverso le storie e attraverso il tempo stesso, e che oggi diventa il punto di partenza della nuova stagione. «Abbiamo scelto di chiamare questa stagione “Le cose che ci tengono insieme”  - dichiarano i direttori Francesco Montanari e Davide Sacco - perché il teatro stesso nasce da una relazione: tra chi è sul palco e chi guarda, tra una storia e chi la ascolta, tra un luogo e la comunità che lo abita. Da sei anni attraversiamo insieme questo teatro e questo tempo. Sono passati spettacoli, artisti, stagioni, e proprio questo susseguirsi di incontri ha costruito un legame. Il tempo trascorso insieme, le storie che abbiamo condiviso, il pubblico che torna, gli artisti che abitano il palcoscenico: anche queste sono le cose che ci tengono insieme. Gli spettacoli di quest’anno raccontano relazioni diverse: persone che si cercano, si amano, si tradiscono, si allontanano, si perdono e provano a ritrovarsi. Ci sono verità che emergono e altre che restano nascoste, ma al centro ci sono sempre gli esseri umani e il loro bisogno di entrare in relazione. Fare teatro significa creare uno spazio e un tempo da condividere. Significa incontrarsi, riconoscersi, a volte anche mettersi in discussione, continuiamo allora a immaginare il Manini proprio così: come un luogo in cui stare insieme attraverso le storie, anno dopo anno. Perché forse il teatro, il tempo che vi trascorriamo e il legame che nasce da ciò che abbiamo vissuto insieme sono alcune delle cose che ancora ci tengono insieme». «Le cose che ci tengono insieme racconta bene il ruolo che il Teatro Manini ha costruito in questi anni: non solo luogo di spettacolo, ma spazio di incontro e partecipazione per la comunità. La nuova stagione conferma un percorso solido, che unisce qualità artistica, attenzione al pubblico e dialogo con la città, ampliandosi con i laboratori teatrali e i nuovi appuntamenti musicali. Come Amministrazione crediamo nel valore della cultura come strumento capace di creare legami e rafforzare il senso di appartenenza: il Manini è oggi uno dei punti di riferimento culturali di Narni e questa stagione ne conferma vitalità e capacità di guardare al futuro.»

Lorenzo Lucarelli

Sindaco di Narni



Sostenitori della stagione 26-27 sono Energy Solutions, Servizi Globali Terni, Moreno Gubbiotti srl. 



IL PROGRAMMA 


La stagione prenderà il via giovedì 19 novembre con La cena dei cretini, celeberrima commedia di Francis Veber, diretta da Massimo Chiesa e prodotta da The Kitchen Company / Dada Produzioni. Una perfetta macchina comica costruita su equivoci e continui rovesciamenti di prospettiva, nella quale diventa sempre più difficile capire chi sia davvero il “cretino” della storia. Domenica 29 novembre sarà la volta di Mercoledì delle ceneri, spettacolo scritto e diretto da Valentina Esposito con la compagnia Fort Apache Cinema Teatro. Dentro il rito collettivo del Carnevale, una comunità è costretta a confrontarsi con una storia di violenza rimossa, un racconto corale con ben 16 attori, che intreccia memoria, colpa, responsabilità e possibilità di  cambiamento. Il 20 dicembre arriva Tradimenti di Harold Pinter, con Laura Cravedi, Giacomo Pressi e Francesco Santarelli e la regia di Pierpaolo Sepe. Una relazione clandestina viene raccontata a ritroso, dalla sua fine fino al principio, trasformando il triangolo amoroso in una raffinata indagine sul tempo, sulla memoria e su tutto ciò che, nelle relazioni, scegliamo di dire o di nascondere. Il nuovo anno si apre l’11 gennaio con Closer di Patrick Marber, con Paolo Kessisoglu, Roberta Caronia, Alessandro Averone e Yeva Sai, per la regia di Fabrizio Coniglio. Quattro persone si incontrano, si desiderano, si amano e si tradiscono in uno dei testi più lucidi e spietati sulle relazioni contemporanee, dove il bisogno di verità finisce spesso per confondersi con quello di possedere l’altro.

Il 7 febbraio sarà protagonista Francesco Scianna, interprete e regista di Hospitality Suite di Roger Rueff, insieme a Sergio Romano, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano. Tre uomini chiusi in una stanza d’albergo attendono un cliente decisivo per il loro lavoro: quello che nasce come un incontro professionale diventa progressivamente un confronto sull’ambizione, sul successo, sulle scelte e sulla responsabilità individuale.

Il 23 febbraio il Manini ospiterà 23 ore e mezza di Carey Crim, con Giorgio Marchesi, Deniz Ozdogan, Elisa Lucarelli, Tommaso Bernabeo e Mattia Giordani Tozzi, per la regia di Davide Sacco. 

Un uomo torna a casa dopo una condanna e la moglie continua a credere nella sua innocenza. Per ventitré ore e mezza al giorno. Nell’altra mezz’ora, però, il dubbio entra nella loro vita e mette in discussione tutto ciò che credevano di sapere l’uno dell’altra. Pochi giorni dopo, il 27 febbraio, andrà in scena Lettera di una sconosciuta, da Stefan Zweig, testo e regia di Davide Sacco, con Giordana Faggiano. Una produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, LVF e Teatro Manini di Narni. La lettera di una donna che ha trascorso l’intera esistenza amando un uomo senza essere mai davvero riconosciuta diventa una riflessione intima sul desiderio, sulla memoria e sul bisogno profondo di essere visti. Il 6 marzo sarà la volta di Coppia aperta quasi spalancata di Dario Fo e Franca Rame, con Chiara Francini e Alessandro Federico, per la regia di Alessandro Tedeschi. Una commedia feroce e irresistibile sui rapporti di coppia, sulla libertà, sull’emancipazione e sui doppi standard che regolano troppo spesso le relazioni tra uomini e donne. A chiudere la stagione, il 25 marzo, sarà Misurare il salto delle rane di Carrozzeria Orfeo, scritto da Gabriele Di Luca, con Elsa Bossi, Noemi Apuzzo e Chiara Stoppa, per la regia di Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti. 

Tre donne, tre generazioni e una ferita che arriva dal passato si incontrano in un piccolo paese sospeso tra lago e palude. Un racconto tragicomico di dolore, violenza, resistenza e possibilità di rinascita. Il programma e i crediti essenziali dei nove spettacoli sono quelli riportati anche nel materiale grafico ufficiale della nuova stagione.

NON SOLO STAGIONE: IL MANINI COME LUOGO DELLA CITTÀ

Accanto alla stagione di prosa, il Teatro Manini continuerà a sviluppare quelle attività che negli anni sono diventate parte integrante della sua identità. A partire dai laboratori teatrali affidati a Elisa Gabrielli, ormai un appuntamento stabile e un vero presidio di formazione e partecipazione per bambini, ragazzi e adulti. Il nuovo anno di attività sarà presentato con l’Open Day del 7 ottobre, occasione per conoscere i percorsi e il lavoro che accompagnerà i partecipanti durante tutta la stagione. La principale novità del 2026/2027 sarà invece l’ingresso della musica con “Narni Suona”, un nuovo ciclo di appuntamenti affidato alla Temporary Band, pensato come un viaggio attraverso repertori, autori e immaginari musicali molto diversi tra loro. Il primo appuntamento sarà il 23 ottobre 2026 con Narni Suona Buena Vista Social Club, seguito il 18 dicembre da Narni Suona Walt Disney. Nel nuovo anno, l’8 gennaio 2027 sarà dedicato a Lucio Battisti, il 19 febbraio a Whitney Houston, mentre il ciclo si concluderà il 12 marzo con Narni Suona Ennio Morricone.

EVENTI SPECIALI

La programmazione del Manini si arricchisce inoltre di due eventi speciali.

Il 17 dicembre 2026 il Teatro Manini ospiterà A Christmas Carol, spettacolo in lingua inglese, liberamente ispirato al celebre Canto di Natale di Charles Dickens. Con Carlo Amedeo Capitanelli, Enrico De Meo, Oliver Page, Valentina Renzulli e Silvia Zora, adattamento del testo a cura di Oliver Page, luci di Pino Bernabei e regia di Beatrice Ripoli, lo spettacolo è una produzione Fontemaggiore / Scuola d’Inglese Help. Il 20 febbraio 2027 arriverà invece al Manini Il Palcoscenico della Legalità con Se dicessimo la verità, nato da un’idea di Giulia Minoli, con la drammaturgia di Emanuela Giordano e Giulia Minoli e la regia di Emanuela Giordano. Parte integrante del progetto di CCO – Crisi Come Opportunità, lo spettacolo nasce da un lungo lavoro di ricerca sul tema delle mafie e della criminalità organizzata e porta in scena storie di resistenza, responsabilità e coraggio civile, mettendo al centro, nella nuova versione, anche le voci di donne che hanno scelto di opporsi alla violenza e all’omertà.

IL TEATRO PER LE SCUOLE

Continua anche l’attenzione del Teatro Manini verso le nuove generazioni, con una serie di pomeridiane dedicate alle scuole, pensate per avvicinare ragazze e ragazzi al teatro attraverso linguaggi e temi differenti. Il 30 novembre 2026 sarà proposta una replica di Mercoledì delle ceneri di Fort Apache Cinema Teatro; il 26 febbraio 2027 sarà la volta di Lettera di una sconosciuta, da Stefan Zweig, con Giordana Faggiano e la regia di Davide Sacco.

L’ultimo appuntamento sarà l’11 marzo 2027 con Electric Dream – Alessandro Volta e la straordinaria avventura della pila, spettacolo di teatro di narrazione interpretato da Flavio Albanese, con drammaturgia di Roberto Scarpetti e regia di Marinella Anaclerio. Attraverso la vita, le intuizioni e le invenzioni di Alessandro Volta, lo spettacolo trasforma il palcoscenico in un laboratorio di scoperta, avvicinando i ragazzi al metodo scientifico e raccontando la curiosità, l’ingegno e il desiderio di comprendere il mondo che hanno guidato uno dei grandi protagonisti della storia della scienza.

I SOSTENITORI DELLA STAGIONE

Anche per la stagione 2026/2027 il Teatro Manini può contare sul sostegno di realtà che, con continuità e attenzione, scelgono di accompagnarne il progetto culturale. I sostenitori della nuova stagione sono Energy Solutions, Servizi Globali Terni e Moreno Gubbiotti srl, aziende che confermano la propria vicinanza al Teatro e al suo ruolo nel territorio. Un supporto prezioso, che contribuisce a rendere possibile una programmazione capace di unire qualità artistica, partecipazione e apertura alla comunità.


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