Le comunità ebraiche furono presenti in Umbria nelle città dove erano più facili gli scambi commerciali e dove i comuni erano in difficoltà economiche. Nel Medioevo a Narni vivevano dieci famiglie ebree nel rispetto delle regole imposte dalla severità delle autorità comunali e religiose dove era vietato il matrimonio misto ed erano imposti lavori manuali con controlli a tappeto di vario tipo. A Terni gli ebrei si erano avvicinati in occasione delle fiere locali e ne fecero una delle più remunerative per il loro commercio, la fiera di S. Valentino. I venditori di "pannina" nel grande mercato per la festa del S. Patrono richiamarono nel 1752 più di cinquanta ebrei che dovettero presentarsi al vicario del vescovo per le cause criminali e da questi, dopo aver mostrato la licenza pontificia con cui erano stati autorizzati a lasciare il luogo di origine, potevano avere il permesso di circolare senza il segno distintivo, di soggiornare in città per periodi più o meno lunghi e alloggiare in locande in periferia. Molti, di cui i nomi sono stati stilati dagli elenchi dal Vicariato vescovile, arrivarono da Senigaglia dove era presente un'importante comunità e poi da Roma, Urbino, Pesaro, Ancona e Milano come Isacco Vivanti nel 1758. Il gruppo di ebrei tedeschi giunsero a Terni nel 1770 e vendevano suppellettili per la casa, maioliche, abiti usati, pezzi di panno e biancheria per la casa. La presenza degli ebrei a Terni fu limitata fino al periodo napoleonico quando ottennero il permesso, per alcuni mesi dell'anno, di soggiornare o abitare entro le mura della città. Le relazioni con la popolazione rimasero a lungo di una natura commerciale florida e ricca di affari. La storia dell'Umbria spesso si è intrecciata con quella delle Comunità ebraiche non sempre comprese, difatti da Spoleto fino a Città di Castello tra decreti di espulsione e pagamenti imposti per il soggiorno creavano malumori e incomprensioni che costringevano i malcapitati a fuggire in altri lidi, ma comunque la loro permanenza e la loro cultura è stata utile a tutti i comuni. Nel 2009 è stata inaugurata a Terni una lapide in ricordo del cimitero ebraico medievale di Terni nel parco Ciaurro, nei pressi dell'ingresso largo Atleti Azzurri d'Italia, a cura dell'ufficio toponomastica del Comune di Terni.
La memoria del cimitero ebraico medievale di Terni è stata riscoperta grazie all'approfondito studio su documenti d'archivio, da Paolo Pellegrini, in uno studio dal titolo "i cimiteri ebraici di Terni: siti e vicende". I documenti che attestano la presenza del terreno usato dalla universitas iudeorum, ovvero la comunità ebraica, sono presenti nei registri catastali del Rione di Sotto (uno dei sei di cui si componeva la città di Terni) databili intorno al 1495. Una comunità che in una città solidale come Terni ha trovato sempre spazio e integrazione superando tutte le difficoltà culturali.

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