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lunedì 21 settembre 2026

Circa 10mila presenze in tre giorni, oltre 40 appuntamenti gratuiti, un centinaio di artisti, 50 camere utilizzate per l’accoglienza di circa 90-100 persone, una decina di operatori enogastronomici coinvolti. E sui social oltre 280mila visualizzazioni su Instagram e 923mila su Facebook. È il bilancio dell’edizione zero di BorgoMuse, il festival ideato dal BAC e dall’Associazione Thyrus, con il direttore artistico Andrea Giuli, quello organizzativo Marco Diamanti e lo staff, e costruito a Collescipoli attraverso il coinvolgimento di associazioni, operatori, artisti, cittadini e volontari. Numeri che raccontano non soltanto la partecipazione, ma anche il movimento prodotto attorno al borgo in termini di visibilità, turismo, ospitalità ed enogastronomia. Un risultato particolarmente significativo per una manifestazione completamente nuova, concentrata in poco più di 48 ore e nata con l’ambizione di costruire un format capace di guardare oltre i confini locali. Concerti, pièce teatrali, reading, incontri, performance artistiche, di strada e mostre hanno animato piazze, chiostri, vicoli e locali, trasformando Collescipoli in un vero palcoscenico diffuso. Un centinaio gli artisti coinvolti a vario titolo, con il pubblico chiamato a vivere il borgo e non semplicemente ad assistere agli spettacoli. La provenienza dei visitatori restituisce anche la dimensione della promozione raggiunta: oltre alle presenze umbre, sono arrivati spettatori da Lazio, Marche, Toscana, Lombardia e Sicilia, anche da Messina, oltre a diversi visitatori stranieri. Il festival ha prodotto un movimento concreto anche sul fronte dell’accoglienza. Tra artisti e ospiti delle Accademie di Belle Arti sono state utilizzate circa 50 camere, tra B&B, residence e ostelli, mentre alcune famiglie di Collescipoli hanno messo a disposizione le proprie abitazioni per ospitare studenti. Un’esperienza di ospitalità diffusa che ha mostrato anche le potenzialità di un possibile sviluppo dell’albergo diffuso nelle prossime edizioni. Coinvolto anche il sistema dell’enogastronomia locale, con una decina di operatori interessati dal flusso generato dalla manifestazione. Un indotto che, sommato alla ricaduta sull’accoglienza, conferma come il festival sia riuscito a muovere attività e persone ben oltre i singoli appuntamenti. Importante anche la visibilità generata dalla comunicazione digitale. Le pagine social, aperte sostanzialmente da zero nell’aprile scorso, hanno raggiunto 52mila utenti su Instagram e 42mila su Facebook, con un volume complessivo di visualizzazioni che supera il milione. Il bilancio, dunque, va oltre il dato delle presenze. BorgoMuse ha sperimentato un format agile e diffuso, ideato dal BAC e dall’Associazione Thyrus e costruito sul territorio, mettendo in relazione cultura, spettacolo, accoglienza, attività economiche e comunità locale. Una formula che, pur partendo da una realtà specifica come Collescipoli, ha mostrato potenzialità di più ampio respiro. Per gli organizzatori, il risultato dell’edizione zero rappresenta ora una base sulla quale lavorare per dare continuità al progetto, consolidando la rete costruita in questa prima esperienza e sviluppandone ulteriormente le ambizioni. Un ringraziamento va a tutte le istituzioni, gli sponsor, le associazioni, gli artisti, gli operatori, i volontari e i cittadini che hanno contribuito alla realizzazione di BorgoMuse e alla riuscita delle tre giornate.

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