Comunicato Stampa M5S Terni
Ora è il momento di essere uniti, prima ancora è il momento del coraggio e il 17 ottobre il M5S ci sarà .
Se dobbiamo essere uniti dobbiamo esserlo intorno ad una proposta forte che salvaguardi Ast, i suoi livelli occupazionali (compresi quelli delle ditte esterne) e metta la ThyssenKrupp di fronte alle sue responsabilità: sociali, sanitarie e ambientali nei confronti della comunità ternana.
Chi vuol usare la parola unità per nascondere la propria debolezza dopo mesi di atti congiunti, tavoli chiusi e appelli disattesi, non troverà un complice nel Movimento Cinque Stelle.
Non saremo collaborazionisti di questo sfacelo. Non tradiremo la città che amiamo.
Diciamo alla presidente della Regione Umbria, non esente da colpe nei confronti di questo tracollo, che il Governo in questa trattativa, non solo deve togliersi la maglia da arbitro ed indossare quella della Nazionale, ma deve smetterla immediatamente di giocare la parte della vittima inerme, attivando quegli strumenti che uno stato sovrano ha il dovere di usare per un sito strategico come quello rappresentatato dalle acciaierie di Terni: unico produttore nel paese di inox in grado di produrre il 35% del fabbisogno dell’Italia.
Va fatta pressione sul Governo perché venga riconosciuta ufficialmente la strategicità del sito produttivo ternano, come ha già chiesto Tiziana Ciprini il 6 agosto nel question time della camera.
Lo Stato deve valutare tutti quegli strumenti già esistenti per intervenire con forza disarmando una multinazionale che sta umiliando un paese senza spina dorsale.
Qualcuno in tempi non sospetti affermava che gli ambientalisti volevano chiudere le acciaierie, oggi a farle chiudere rischia di essere chi non vuol riconoscere i danni ambientali che TK ha fatto alla nostra città. Noi vogliamo che chi ha devastato il nostro territorio facendo da padrone paghi dazio, pulisca e se ne vada, lasciando la fabbrica con gli attuali livelli occupazionali.
Salviamo Ast e facciamo pressione sul Governo perché arrivi un decreto AST come c'è stato un decreto ILVA. Uniti si, collaborazionisti mai.

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