Da "Invia la Polemica" un cittadino di Terni ci racconta un' esperienza bizzarra e insolita accadutagli insieme alla moglie e a figlio di due anni.
Erano i primi di agosto e la famiglia con la propria autovettura si trovava a circolare presso l'incrocio tra via XX settembre e via Turati, quando due macchine che lo precedevano inchiodavano di botto con il rischio che si verificasse un mega tamponamento e che il T-red li fotografasse.
Scampati i pericoli il signore si accorge che la motivazione dello stop improvviso era dovuto al passaggio di una zingara che chiedeva elemosina, zigzagando tra le auto in corsa. Da buon cittadino non perde tempo e avverte subito la polizia municipale, spiega con dovizia di particolari l'accaduto e dall'altra parte si sente rispondere seraficamente che "il reato di accattonaggio non esiste più e quindi non è possibile intervenire".
Il signore non si perde d'animo e intelligentemente gli risponde che lui si preoccupava della sicurezza stradale e dell'incolumità delle stesse persone che rischiano di farsi male. Accortosi del fraintendimento, l' operatore del comando risponde che avrebbe subito avvertito una pattuglia per farla intervenire. Il cittadino ringrazia e "generosamente" si scusa del disturbo arrecato. Gli impiegati comunali in divisa sono incaricati dal proprio municipio di competenza ad assicurare la sicurezza urbana e non solo.
Intanto dopo un'ora e mezza circa, la famiglia ripassa nella zona dall'altro senso di marcia e guarda caso l'elemosinante è ancora imperterrita a creare disagio e pericolo in mezzo agli autoveicoli in movimento.
Il cittadino diligente richiama immediatamente la Polizia Municipale, sembra che risponda lo stesso operatore, che gli conferma che aveva mandato una pattuglia ma non era al corrente di cosa realmente era stato compiuto nell'intervento. Il signore a questo punto si stranisce e si sente preso in giro e gli risponde che secondo lui nessuno era stato inviato sul posto. L'impiegato comunale in divisa gli risponde che aveva una pattuglia occupata per un incidente e un 'altra impegnata in un altro servizio e certamente non le debbo dare spiegazioni ulteriori. Senza demordere l'onesto cittadino insiste dicendogli che chi paga le tasse comunali e richiede un intervento non può essere trattato cosi', non è giusto accampare scuse e fornire versioni diverse e il telefono si chiude "magicamente". Il signore giustamente arrabbiato richiama e gli dice, come si permette di attaccarmi il telefono in faccia? Ovviamente con la voce "scocciata" gli risponde che la linea si era interrotta e che comunque non può fare nulla, le pattuglie sono occupate.
Indignato e dispiaciuto considera il comportamento degli impiegati comunali in divisa, poco professionale. Gli agenti sono sempre pronti a fare multe per il bilancio del Comune ma quando un onesto contribuente chiede aiuto per l'intera collettività merita più rispetto. Mancanza di senso civico e aggiungo di rispetto per la comunità, un italiano onesto deve pagare tutti i tributi, accettare tutte le leggi senza tutela per poi trincerarsi dietro ad un vergognoso silenzio perchè c'è qualcuno che non ha nulla da perdere. Disonestà e libero arbitrio e se raccontassimo quello che succede a chi non ha più memoria nemmeno ci crederebbe che in una società evoluta e civile possa succedere tanto. Ormai è tutto normale e siamo assuefatti da un disordine che ai nostri occhi è diventato la regolarità del vivere quotidiano.
Certamente la colpa è di tutti noi che subiamo passivamente i soprusi giornalieri di una legge che non è uguale per tutti.
Ognuno dovrebbe fare il proprio dovere come ha fatto il nostro amico di TerniPolemica, ogni angolo della città ormai è lasciato incustodito all'incuria e all'inciviltà. Non demoralizziamoci e invitiamo sempre tutti a denunciare il malcostume e l'inadeguatezza di chi per svogliataggine o per superficialità dovrebbe preservare. Ad ognuno i suoi compiti e le sue responsabilità.

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